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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 17 agosto 2017 - Ore 01:53

Bambino deceduto a Tricase, accusati i genitori

Bambino deceduto a Tricase, accusati i genitori

Tricase - Scoperte le cause del decesso di Luca Monsellato, il bambino di 4 anni originario di Miggiano che era deceduto nel pronto soccorso dell'ospedale "Panico" di Tricase lo scorso ottobre.
I medici legali Alberto Tortorella e Leopoldo Ruggiero hanno depositato questa mattina in Procura la loro consulenza secondo la quale a far morire il bambino fu "una polmonite interstiziale e batterica, complicata ulteriormente da un'infezione da miceti patogeni".
Inoltre il bambino era malnutrito, favorendo così "l'infausta evoluzione del quadro infettivo responsabile del decesso".
La consulenza dei due specialisti aggrava, in tal modo, la posizione dei genitori del bambino, il medico Marcello Monsellato e la moglie Giovanna Pantaleo, i quali sono iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo causato da omissione di cure.
Il pediatra, il rianimatore e il medico del pronto soccorso che hanno assititito il piccolo Luca quella notte sono scagionati dalla perizia, nella quale si legge: "Il bimbo giunse in ospedale in arresto cardiaco respiratorio non risolto nonostante le protratte manovre di rianimazione comunque messe in atto dagli specialisti di quella struttura".
Ad accusare i medici, difesi dagli avvocati Luigi Covella e Donato Mellone, sono stati proprio i genitori del bambino.
Le accuse da essi rivolte sono di negligenze ed omissioni da parte dei medici e dei paramedici del 118. Secondo la loro versione, infatti, l'ambulanza sarebbe arrivata troppo tardi, ma quest'ipotesi non ha trovato riscontro nelle indagini eseguite dagli inquirenti.
I genitori hanno, dunque, raggiunto il pronto soccorso con la propria macchina, verso le 5.25 del mattino.
Poi, una volta arrivati presso l'ospedale "Panico", ad accoglierli sarebbe stato un infermiere, che ha poi provveduto ad allertare un dottore.
Inoltre la coppia ha affermato che i medici hanno tentato di rianimarlo per più di un'ora, mentre il referto riportato dai medici afferma che il bambino era giunto ormai cadavere al nosocomio.
Una ricostruzione dei fatti, quindi, che differisce molto da quella dei medici e dalla consulenza dei medici legali.

Marcella Barone


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