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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 18 agosto 2017 - Ore 10:37

Processo Avetrana: parla Ivano Russo

Processo Avetrana: parla Ivano Russo

Taranto - E' ricominciata la terza udienza del processo per l'omicidio di Sarah Scazzi, innanzi la Corte di Assise di Taranto Ivano Russo, i genitori di Sarah, Concetta Serrano e Giacomo Scazzi e tre commercianti di Avetrana.

Il primo a rispondere alle domande è stato, il giovane cuoco, Ivano Russo. "Con Sarah avevo un buon rapporto - spiega - la mia impressione è che sentisse la lontananza di padre e fratello, che erano lontani per lavoro, e mi vedesse forse come figura paterna. Spesso voleva essere abbracciata, e la abbracciavo. Una delle ultime volte che mi abbracciò mi disse 'Ti voglio bene' e io le dissi 'Anch'io ti voglio bene". Poi continua: "Ho conosciuto Sabrina e Sarah nel dicembre 2009. Con Sabrina inizialmente ho instaurato un rapporto di amicizia, Sarah era più' piccola e con lei ci voleva particolare attenzione perché la nostra comitiva era di adulti. Con Sabrina, si instaurò mano a mano un rapporto confidenziale. Ad un certo punto però vidi da parte sua atteggiamenti ambigui, complimenti che andavano oltre. Le ho chiesto se per lei era ancora amicizia o qualcos'altro, e lei mi disse che era amicizia. Ma pochi giorni prima che Sarah morisse ho deciso di troncare il rapporto perché non mi convinceva, e mi sono allontanato anche per non farla soffrire".

A questo punto, il pm chiede a Russo se ha avuto rapporti sessuali con Sabrina. "Siamo passati dallo sfotterci a parole all'atto pratico. Una sera ci siamo appartati, lei si è spogliata, c'é stato contatto fisico ma non rapporto sessuale. Io mi bloccai perché volevo che restasse solo amicizia, e lei si rivestì".

Un altro fatto importante, che dichiara Ivano Russo all'interno dell'udienza, riguarda Sabrina e il diario di Sarah non consegnato agli investigatori. "Il giorno del delitto o il giorno dopo- continua Russo- Sabrina mi mandò un sms dicendo che aveva trovato un diario di Sarah in cui diceva che aveva un debole per me. Mi disse che non lo consegnava di comune accordo con la madre di Sarah perché temeva che mi indagassero. Io non risposi e poi ho cancellato questo messaggio perché mi spaventai. Forse sarebbe stato meglio consegnarlo, forse ho sbagliato e avrei dovuto dirlo".

La Corte di assise di Taranto ha ottenuto le 14 foto riguardanti Sarah, Sabrina e Ivano, foto recuperate dal cellulare del giovane attraverso un'attività investigativa.

Manuela Melissano


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