Rimani aggiornato su ciò che accade nel Salento.
Diventa Fan di FuturaTv!
Chiudi

Segnala la notizia ad un amico

Il tuo messaggio è stato inviato correttamente. Grazie.

Il tuo messaggio non è stato inviato.

Quotidiano Lecce, Salento

- Lunedì, 20 novembre 2017 - Ore 16:36

Caso Fiordiso: nuove indagini sulla morte del giovane

Caso Fiordiso: nuove indagini sulla morte del giovane

Lecce - E' trascorso quasi un anno dalla morte del giovane Antonio Fiordiso, avvenuta in carcere lo scorso 8 dicembre e ancora oggi avvolta dal mistero. Un anno circa non è bastato, infatti, a diradare i forti dubbi che si addensano attorno ad un caso su cui ancora non si è fatta chiarezza. Dopo mesi di lunghe indagini, non si conoscono con precisione le cause che hanno provocato il decesso dell'uomo. Una storia "spinosa" su cui in molti tra amici e familiari della vittima attendono delle risposte.

Una storia particolare, quella del giovane originario di San Cesario, da tempo sottoposto a cure psichiatriche ma che godeva di ottima salute. Abbandonato dalla madre, Antonio era cresciuto con la nonna a causa dei problemi giudiziari del padre. Aveva solo 31 anni ed era stato arrestato per aver commesso qualche piccolo furto nel 2011.

Fiordiso era detenuto presso il carcere di Borgo San Nicola di Lecce, struttura che lo "ospita" sino al settembre 2015, quando le sue condizioni di salute peggiorano precipitosamente tanto da rendere necessario il ricovero in ospedale. Da quel momento il giovane viene trasferito in diverse strutture sanitarie pugliesi e dislocato in alcuni istituti penitenziari, passando anche per Asti, in Piemonte, fino ad essere ricoverato il 24 novembre scorso presso l'ospedale San Giuseppe Moscati di Taranto con la seguente diagnosi: "Shock settico in paziente psicotico"

Accanto ad Antonio, da sempre, la zia Oriana la quale dopo il trasferimento repentino dal carcere di Lecce perde le tracce del nipote per un breve periodo di tempo. Non si arrende però, Oriana, che scopre dov'è ricoverato il nipote e riesce a ritrovarlo proprio poco prima della morte. Durante il loro ultimo incontro il giovane è irriconoscibile. La donna ha la forza di fotografarlo e di registrare alcuni video che testimoniano le precarie condizioni di salute in cui versa il 30enne. Antonio è incosciente, magrissimo, presenta numerosi e vistosi lividi su costole e fianchi, ha gli arti gonfi e le dita delle mani sembrano essere state spezzate. L' 8 dicembre è la data della tragedia: Antonio muore e viene lasciato per ben due giorni sui lettini d'acciaio dell'obitorio, dove lo ritrova abbandonato la zia Oriana che decide di riportarlo nel suo paese d'origine. Subito dopo il decesso di Antonio Fiordiso, la zia Oriana viene a sapere che al momento del ricovero d'urgenza presso l’ospedale di Taranto il nipote presentava, secondo refertazione medica: "Stato settico in paziente con polmonite a focolai multipli bilaterali. Diabete di tipo 2. Grave insufficienza renale. Tetraparesi spastica". Sempre in quell'occasione la donna apprende che il 30enne versava in uno stato di "progressiva astenia, con tremori, ipoalimentazione e progressiva chiusura relazionale". La zia di Antonio, assistita dagli avvocati Pantaleo Cannoletta e Paolo Vinci, presenta una denuncia contro ignoti per omicidio colposo presso la Procura di Taranto, ma il PM Lelio Festa ne richiede l'archiviazione per "insussistenza di profili di responsabilità penale". In difesa di Antonio e della sua famiglia scendono in campo anche i parlamentari del Pd Salvatore Capone ed Elisa Mariano che annunciano un'interrogazione ai Ministri della Giustizia e della Salute Andrea Orlando e Beatrice Lorenzin perché "si faccia piena luce sulle condizioni di Antonio Fiordiso nell’Ospedale di Taranto e nei mesi che hanno preceduto il suo ricovero". La risposta del Ministro della Giustizia non tarda ad arrivare e contribuisce a ricostruire i diversi spostamenti avvenuti tra Lecce, Asti e Taranto, durante gli ultimi mesi di vita di Antonio. Si apprende, tra l'altro, che il giovane poco prima del ricovero era stato violentemente picchiato in carcere da un gruppo di rumeni e ricoverato presso il pronto soccorso. Subito dopo quest'episodio Antonio inizia ad avere atteggiamenti aggressivi ed autolesionistici, e viene sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio presso l’ospedale Vito Fazzi di Lecce.

Dopo mesi d'indagini volte a stabilire l'esatta dinamica della vicenda, lo scorso 7 ottobre è stata accolta la richiesta di opposizione all'archiviazione per la morte di Antonio Fiordiso, presentata dai legali della famiglia del giovane. Secondo il Giudice per le Indagini Preliminari, Pompeo Carriere, il PM inquirente avrebbe dovuto disporre la riesumazione della salma ed un accertamento autoptico urgente, in presenza di qualificati motivi di sospetto circa l’esistenza di condotte colpose, emergenti già dalla denuncia della zia del detenuto in data 9 dicembre 2015 al fine d'individuare le cause che ne hanno provocato il decesso. Nel caso in cui non fosse possibile effettuare l'autopsia sul corpo del giovane, si potrebbe procedere con una perizia medico-legale scientifica. Il Gip ha disposto, inoltre, che vengano ascoltati anche i detenuti, il personale del carcere e degli ospedali SS. Annunziata e Moscati di Taranto, dove fu ricoverato Antonio. Le nuove indagini verranno avviate e dovrebbero essere concluse entro sei mesi. Le nubi che avvolgono il caso, adesso, potrebbero cominciare a diradarsi.

Soddisfazione è stata espressa dall’avvocato Paolo Vinci, difensore della famiglia Fiordiso che al termine dell'udienza ha dichiarato: "E' uno di quei momenti in cui si è orgogliosi di professare l'avvocatura. Il Gip dottor Carriere ha accolto ogni mia richiesta azzerando quella del PM e la sua indagine lacunosa ed inesistente. Gli ha ordinato autopsia e perizia medico legale nonché testimonianze mai effettuate. Occorre chiarire perché il ragazzo è  morto e probabilmente chi, con il suo comportamento colposo, lo ha ucciso. Ora siamo sulla via maestra".

La Redazione


Social:
OkNotizie
Segnala notizia


Link sponsorizzato
ULTIME NOTIZIE DI "CRONACA"
13 Luglio 2017 - Lecce

Lecce - Riparte il servizio operativo della Polizia Locale con il sistema di rilevazione elettronica delle infrazioni al Codice della Strada denominato...

07 Aprile 2017 - Gallipoli

Gallipoli - In merito alla vicenda giudiziaria che vede protagonisti i proprietari del Parco Gondar e presunti abusi edilizi, il presidente...

03 Aprile 2017 - Gallipoli

Gallipoli - Nuovo sequestro preventivo per il Parco Gondar di Gallipoli. Di seguito la nota ufficiale diffusa dallo Staff della struttura:"Con rammarico si...



  • Lascia un tuo commento... senza registrarti!
Nome (obbligatorio) E-mail (obbligatoria - non sarà pubblicata)
Testo del commento (obbligatorio)



Banner
Banner
Banner