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Quotidiano Lecce, Salento

- Lunedì, 23 ottobre 2017 - Ore 08:03

Preso ladro d’appartamento. Beccato con i gioielli in auto

Preso ladro d’appartamento. Beccato con i gioielli in auto

Lecce - Nelle prime ore di ieri mattina una volante si è recata in via Cudazzo dove era stato perpetrato un furto in appartamento. L’affittuario riferiva di essere stato contattato dalla moglie che con voce concitata lo pregava di tornare a casa in quanto avevano subito un furto.

La donna, uscita di casa alle 09:00 per accompagnare i figli a scuola, chiudeva regolarmente la porta blindata. Al suo ritorno, verso le ore 09:35 circa, aprendo la porta di ingresso notava alcune stanze in disordine e si rendeva conto che, durante il periodo di assenza dalla sua abitazione, ignoti si erano introdotti, probabilmente usando un doppione della chiave, dal momento che non vi erano segni di effrazione, asportando tutti i gioielli contenuti in un mobile di quella stanza; un computer di marca Asus portatile con custodia, una macchina fotografica professionale di marca Canon modello 700 D ed un tablet Apple. I malfattori, prima di fuggire, avrebbero messo la refurtiva all’interno di una federa di un cuscino della camera matrimoniale.

Il furto, uguale purtroppo a tanti altri, si avviava a rimanere senza autori, anche per le oggettive difficoltà nell’individuazione di questi ultimi. Quasi sempre nei furti in appartamento non vengono lasciati indizi utili all’individuazione dei ladri che, solitamente, vengono rintracciati o perché si ha la fortuna di intervenire mentre sono ancora in casa, grazie magari all’aiuto fornito da qualche vicino, o perché vengono rilevate immagini utili da qualche sistema di videosorveglianza.

In questo caso la proprietaria, durante il sopralluogo, riferiva quasi tra le righe, come se non avesse alcuna importanza, un particolare, ovvero di aver notato, uscendo per accompagnare i figli a scuola, la presenza per strada di una fiat multipla di colore scuro, con due persone a bordo, ed in particolare ricordava il soggetto seduto al lato passeggero, che veniva descritto come una persona con barba e capelli corti brizzolati, magro. I due avevano colpito l’attenzione della donna perché aveva visto il suo coinquilino di pianerottolo colloquiare con i due soggetti, e appena lei si era avvicinata aveva avuto l’impressione che il coinquilino la indicasse ai due.

I poliziotti della volante intervenuta ascoltavano in merito ai fatti il coinquilino, che riferiva di essere rimasto in casa e di non aver notato nulla di anomalo.

L’uomo, sollecitato con numerose domande circa il furto, asseriva tentennando, in un secondo momento, di essere rientrato in casa verso le ore 09:00, e con la macchina sarebbe andato direttamente nei garage senza fermarsi fuori.

I poliziotti della volante, non convinti delle dichiarazioni fornite, sentivano separatamente la moglie che, ignara della versione dei fatti data dal marito, riferiva d’aver visto all’esterno dello stabile una multipla di colore scuro riconoscendo alla guida l’ex inquilino di nome IGOR, soggetto che abitava sul loro stesso pianerottolo, precisamente nell’appartamento in cui era stato consumato il furto.

A quel punto, caduto in contraddizione, ammetteva tentennando di aver visto Igor e di aver scambiato con lo stesso una fugace battuta sulla sua presenza sul posto.

Contattato il proprietario dell’abitazione data in affitto ai derubati, questi riferiva d’aver sostituito la serratura di ingresso dopo che la vecchia inquilina, una leccese del ’73, compagna di IGOR, aveva lasciato l’abitazione nel Febbraio del 2015. Messo al corrente del furto e del fatto che non vi era nessun segno di effrazione, e che probabilmente la porta era stata aperta con le chiavi, il proprietario ammetteva che a causa del costo elevato aveva semplicemente riferito all’attuale inquilino di aver sostituito la serratura, senza averlo fatto realmente.

Da alcuni accertamenti esperiti sul posto, i poliziotti accertavano la targa della Fiat Multipla intestata alla donna, il cui compagno è CAPONE Igor, nato a Lecce il 7.12.66, noto agli operatori.

Non si richiedeva l’intervento della Polizia Scientifica in quanto i luoghi risultavano essere stati alterati dagli appartenenti al nucleo familiare, e si acquisiva un elenco dettagliato degli oggetti di valore asportati da allegare in sede di denuncia dei fatti.

Quanto appreso veniva condiviso con le altre pattuglie in zona a cui si davano disposizioni al fine di rintracciare la suddetta Fiat Multipla ed il CAPONE Igor che, a quel punto, si riteneva certamente coinvolto nel furto.

Mentre si stavano effettuando ininterrottamente le ricerche del CAPONE presso il suo domicilio e in tutti i luoghi da lui frequentati, una pattuglia della Squadra mobile, alle ore 12.20, rintracciava in via Leuca, nel rione Castromediano di Cavallino, nei pressi del bar Gigante, la Fiat Multipla mentre alla guida della stessa vi era il CAPONE Igor.

Stante la flagranza il CAPONE veniva immediatamente sottoposto a perquisizione personale nel corso della quale si rinvenivano, occultati nella tasca destra dei pantaloni, la somma di € 850,00, di cui non sapeva indicare la provenienza.

L’operazione proseguiva a bordo dell’autovettura, dove, nel vano porta oggetti del cruscotto anteriore, venivano rinvenuti 2 orecchini da donna in metallo bianco con incastonate due pietre di colore trasparente tipo brillante e un orecchino da donna di forma rotonda raffigurante una rosa stilizzata con 4 pietre trasparenti tipo brillanti, provento del furto in questione.

La perquisizione veniva estesa al domicilio dei due a Cavallino, con esito negativo. Gli orecchini non solo venivano riconosciuti dalla signora derubata ma, come ulteriore prova, risultavano ritratti in una fotografia di qualche anno fa. Il Capone veniva tratto in arresto per furto aggravato; vi sono indagini in corso finalizzate all’individuazione del complice, di cui non forniva alcuna informazione. Nel corso degli accertamenti l’autovettura Fiat Multipla veniva sequestrata perché trovata priva di copertura assicurativa.


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