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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 24 novembre 2017 - Ore 06:17

Controlli a tappeto nel fine settimana di Pasqua

Controlli a tappeto nel fine settimana di Pasqua

Lecce - Nella giornata di Pasqua, nell’ambito dei servizi di controllo intensificati per il periodo delle festività pasquali, personale della Polizia di Stato ha effettuato alcuni posti di blocco sulle principali vie di accesso nel capoluogo, al fine di prevenire ogni forma di illegalità e garantire il sereno svolgimento dei riti religiosi ai numerosi fedeli e turisti.  

Nel corso di un posto di blocco, con controllo di autovetture e conducenti, effettuato in via Leuca di Lecce, alle ore 10:00, gli operatori procedevano alla verifica di un’autovettura con targa rumena. 

A bordo della stessa si accertava la presenza di un 26enne rumeno il quale spiegava di non avere documenti al seguito e di stare partendo per la Romania affermando di trovarsi solo di passaggio nella città di Lecce. Da un sommario controllo della macchina non emergeva nulla di rilevante, tuttavia il ragazzo, invitato a svuotare le tasche dei pantaloni tirava fuori dalle stesse un grosso rotolo di soldi. Sul posto se ne contavano, alla sua presenza, euro 4015,00. Alcune banconote da 20 euro risultavano palesemente false, riportando tutte un identico numero di serie. 

Interrogato in merito il giovane non forniva spiegazioni plausibili in quanto inizialmente riferiva che gli servivano per comprare automezzi meccanici, quali trattori, da esportare e rivendere in Romania ma tale versione contrastava con la precedente nella quale spiegava che si trovava in procinto di partire. Non esibiva, inoltre, alcun tipo di documento riconducibile a compravendite di tal genere né indicazioni su persone che potessero attestare quanto da lui dichiarato. 

Al fine di effettuare ulteriori accertamenti sulla sua identità nonché sulla provenienza dei soldi si accompagnava lo stesso in Questura, mentre personale delle volanti si occupava di effettuare verifiche su alcuni elementi che facevano chiaramente intendere quale fosse l’attività a cui il giovane rumeno fosse dedito. 

Infatti venivano acquisiti a bordo dell’autovettura alcuni annunci relativi ad incontri con ragazze da tenersi presso appartamenti di Lecce, con una sorta di “listino prezzi” scritto a penna che variava da euro 100 a euro 200, in base al tipo di prestazione richiesta. Peraltro si addiveniva ad alcuni siti internet su cui si pubblicizzavano incontri ed a due indirizzi presso i quali sarebbero stati utilizzati gli appartamenti per l’esercizio della prostituzione. 

Effettivamente veniva immediatamente riscontrata la presenza in detti appartamenti di due giovani donne di nazionalità rumena che riferivano di esercitare l’attività di prostituzione e di essersi registrate su un sito per incontri di Lecce rispettivamente con il nickname “Chanel” e “Belen”, fornendo anche i numeri telefonici che avevano indicato nel sito. 

In casa del 26enne rumeno vi era una ragazza rumena di 20 anni che veniva identificata e che esibiva un contratto di locazione per uso transitorio. Inoltre, si notava che nella camera da letto della ragazza vi erano diversi preservativi tra gli effetti personali della stessa nonché abbigliamento intimo abbastanza ricercato che faceva pensare ad un’attività di prostituzione posta in essere dalla stessa.  

Sul sito internet, invece, si cercava di verificare se fosse presente qualche ragazza identificata nella mattinata ed effettivamente si notava nella pagina di “Lecce”, proprio alla prima foto apparsa, la ragazza presente all’interno dell’appartamento presso cui il 26enne dimorava. Inoltre, da un controllo del telefonino si notava che vi erano diverse foto che ritraevano la ragazza in abbigliamento intimo, da lui indicata come “amica”, stesse foto che poi si riscontrava fossero presenti sul sito indicato sotto il nome di “Luisa”.

Evidente appariva che le stesse fossero state scattate dal telefonino in possesso al ragazzo. 

Per tutto i motivi sopra esposti, per gli accertamenti esperiti nell’immediatezza e ed in considerazione della mancanza di spiegazioni in merito alla detenzione di una ingente somma di denaro si procedeva a sequestrare, a carico del predetto, la somma di euro 3865,00 configurando a carico del 26enne l’ipotesi di reato p. e p. dall’art. 3 n. 8 legge 75/1958 (sfruttamento della prostituzione). Si procedeva altresì ad effettuare il sequestro delle banconote ritenute false, tutte riportanti il medesimo numero di serie (le banconote da euro 20) configurando l’ipotesi di reato p. e p. dall’art. 455 c.p. (Spendita e introduzione nello stato, senza concerto, di monete falsificate). 


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