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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 18 ottobre 2017 - Ore 22:20

Commenti sui social: critiche costruttive SI, insulti NO

Commenti sui social: critiche costruttive SI, insulti NO

Lecce - L’enorme potere divulgativo dei social network e dei nuovi mezzi di comunicazione on-line impone senso di responsabilità e un linguaggio adeguato in coloro che ne fanno uso. 

Purtroppo, invece, negli ultimi mesi, nel dipanarsi del dibattito pubblico, conseguente a fatti di cronaca locale che implicano problemi di sicurezza urbana e degrado cittadino, che, sempre più spesso, si articola sui siti di testate on-line o sui profili facebook di privati cittadini e amministratori pubblici, la Polizia Locale di Lecce risulta essere bersaglio di commenti offensivi e diffamatori. 

In taluni interventi, dietro le parole degli scomposti commentatori, si percepisce facilmente l’animo rancoroso e lo sfogo di chi è stato destinatario di una sanzione amministrativa e cerca una effimera ed incivile rivalsa buttando discredito su chi ha fatto il proprio dovere facendo correttamente rispettare una norma. 

In altri casi tra le righe si legge il disprezzo frutto di una oramai annosa e nefasta campagna mediatica denigratoria che ha colpito indiscriminatamente tutti gli operatori di polizia locale.

Talvolta, invece, trapela la errata seppur legittima convinzione che alla Polizia Locale spetti un ruolo continuativo di gestione dell'ordine pubblico e della prevenzione generale della microcriminalità che va ben oltre le sue proprie funzioni di vigilanza e travalica lo status giuridico attualmente riconosciuto agli stessi operatori. 

E’ bene chiarire che da anni oramai gli operatori di polizia locale vivono la dicotomia di essere contrattualmente degli impiegati comunali, ma funzionalmente dei poliziotti. Uomini e donne chiamati ad assolvere a compiti soprattutto di altri organi di polizia, senza avere le corrispondenti tutele a livello normativo e contrattuale. 

Il legislatore, infatti, nonostante le richieste a gran voce da parte della categoria, non riesce a dare corpo ad una riforma normativa che finalmente, recepisca il nuovo del ruolo della polizia locale che il contesto sociale delle nostre città esige in prima linea sul fronte della sicurezza urbana.

Il Comandante Donato Zacheo fa sapere che, pur rimanendo sempre disponibile al confronto costruttivo con i cittadini, non tollererà oltre che vengano rivolti insulti conditi da espressioni volgari e diffamatorie nei confronti del proprio personale e provvederà a tutelarne l’immagine e la reputazione nelle sedi competenti.

A tal proposito ricorda che, per giurisprudenza consolidata, ultima la sentenza della Corte di Cassazione n. 24431/2015, postare commenti offensivi sui social network, proprio a causa della loro capacità di diffusione capillare e potenzialmente illimitata, configura l’ipotesi di reato di cui al terzo comma dell'art. 595 c.p.p. quale fattispecie del delitto di diffamazione aggravata a mezzo stampa.


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