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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 20 ottobre 2017 - Ore 19:54

Sindacati e partiti protestano contro l'iniquità della manovra

Sindacati e partiti protestano contro l'iniquità della manovra

Lecce - Questa mattina, in via XXV Luglio, si è svolto uno sciopero generale per protestare contro la manovra Monti.

Sindacati e partiti, su i due lati della via, hanno chiesto a gran voce urgenti cambiamenti affinché la manovra non sia l'ennesima batosta nei confronti delle fasce più deboli.

Cisl, Cgil, Uil, tutti i sindacati sono stati compatti nel chiedere una via d'uscita per risollevare le sorti dell'Italia senza affossare i più poveri. Il timore sempre più diffuso è che la manovra economica così drastica in realtà non salverà l'Italia.

Salvatore Arnesano, Cgil Lecce, ha puntato il dito contro i punti principali della riforma: la mancata indicizzazione delle pensioni, l'innalzamento dell'età pensionabile e la reintroduzione della tassa sulla prima casa, ex Ici, ora Imu.

"Due pesi e due misure nel chiedere i sacrifici", è quello che ha affermato Antonio Verardi, segretario territoriale Ugl, insistendo sulla mancanza di equità della manovra.

La segretaria provinciale di Rifondazione Comunista, Roberta Fonte, ha invece dichiarato: "golpe finanziario operato dalla Banca Centrale Europea che ha esautorato la sovranità nazionale italiana ed ha imposto una manovra che non frena la speculazione ma smantella solo lo stato sociale". Anche il deputato del Pd, Teresa Bellanova, è scesa in campo: "Passo falso compiuto dal governo Berlusconi che con l'abolizione dell'Ici per tutti, ha appesantito le casse dello Stato con un debito di tre miliardi e mezzo di euro".

Le modifiche alla manovra proposte oggi in Prefettura sono state: ripristino del sistema di indicizzazione delle pensioni, il mantenimento dell'età pensionabile a 40 anni di contributi senza penalizzazioni, l'innalzamento graduale dell'età pensionabile per le lavoratrici, imposta sulla casa progressiva e misure di contrasto all'evasione fiscale con la tassazione dei grandi capitali.

Pare, dunque, urgente un'apertura al dialogo e un confronto che dia più voce ai cittadini.

Marcella Barone


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