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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 21 ottobre 2017 - Ore 03:13

Emergenza abitativa: una famiglia rischia di finire per strada

Emergenza abitativa: una famiglia rischia di finire per strada

Lecce - Continua l'emergenza abitazione a Lecce. Un'intera famiglia, composta da Padre, madre e figlia di 10 anni, residenti nel quartiere San Lazzaro, il prossimo 28 settembre sarà costretta a lasciare l’appartamento nel quale risiedono attualmente. A darne notizia, l’avvocato Stefano Gallotta, Segretario Codici Lecce.

"Purtroppo – si legge nella nota – la storia è comune a tante altre: il padre collaborava con un’agenzia immobiliare, chiusa a causa della grave crisi del settore. Trovatosi improvvisamente senza lavoro e in serie difficoltà economiche, è inevitabilmente giunto lo sfratto per morosità per l’immobile locatogli. A nulla è valso l’intervento della parrocchia di appartenenza, che ha raccolto le somme necessarie a saldare la morosità versando circa Euro 2.000,00 al proprietario dell’appartamento, senza tuttavia ottenere una formale rinunzia all’azione esecutiva. Così, in mancanza di un intervento urgente da parte di istituzioni e/o soggetti di buona volontà, il 28 settembre prossimo anche questa famiglia sarà privata del sacrosanto diritto a vivere in un’abitazione, quale luogo dove la stessa possa condurre un’esistenza salubre e dignitosa. Pur essendo tale diritto implicitamente sancito dal dettato costituzionale ed espressamente definito dalla Legge Regionale n. 10/2014".

Per quanto riguarda, invece, il caso del signor Piero Scatigna, costretto a dormire per circa un anno in auto, il clamore mediatico pare abbia sortito qualche effetto. L'uomo, infatti, ha avuto un’opportunità di lavoro a Malta, dove si recherà il prossimo 25 settembre per lavorare presso un ristorante.

"Tutto è meglio rispetto a quanto ho vissuto nell’ultimo anno. Ricominciare a lavorare significa tanto per me – dichiara Piero – recuperare la dignità umana e l’indipendenza economica per assicurare un futuro alle mie figlie mi avrebbe fatto accettare un lavoro anche dall’altra parte del mondo". Se tutto dovesse andare per il meglio, dopo la fine dell’anno scolastico anche la moglie e le due figlie lo raggiungeranno a Malta per iniziare una nuova vita.

"E’ triste essere costretti a lasciare la propria terra e i propri affetti – rileva l’avv. Stefano Gallotta, segretario di Codici Lecce – ma chi istituzionalmente doveva aiutare questa bellissima famiglia e, in primis, il Comune di Lecce, ha ignorato tutti gli appelli rivoltigli dal Presidente della Repubblica Mattarella, dalla Vicepresidente della Commissione diritti umani al Parlamento, Senatrice Daniela Donno (M5S), da Raiuno, da La7, dalle più importanti testate giornalistiche nazionali e locali… Un silenzio sconcertante che ha reso impossibile risolvere questa drammatica vicenda in altro modo".


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