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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 18 ottobre 2017 - Ore 09:30

Dopo lo sfratto una via di San Pio diviene la loro "casa"

Dopo lo sfratto una via di San Pio diviene la loro "casa"

Lecce - Vivono da qualche giorno su un marciapiede di via Delle Anime, nel quartiere San Pio, Sonia Russo (43 anni) ed Italo Ulderico De Carlo (27 anni), entrambi di Lecce. I due giovani, che fino a qualche tempo fa avevano trovato rifiugio presso una masseria di Merine, dove in cambio di qualche lavoro saltuario era stato offerto loro un tetto, da circa una settimana sono nuovamente in mezzo ad una strada. E proprio quella strada adesso rappresenta la loro casa: un cumulo di suppellettili coperti da un grande telo bianco, due sedie sdraio sulle quali trascorrere le loro giornate, ed una piccola tenda da campeggio, regalata da un amico proprio nella giornata di ieri, dove poter trascorrere la notte. Mobilia ed elettrodomestici, invece, potranno occupare, sino al prossimo 30 agosto, una stanza della parrocchia di San Pio. Una sistemazione provvisoria, o almeno questo è l'auspicio della coppia, giunta ad una situazione così estrema dopo quelli che i due definiscono dei "mesi di reclusione nella masseria di Merine". Stando al racconto di Sonia e Italo, infatti, "dal padrone dell'immobile ai due non era nemmeno consentito di uscire da casa, una situazione pesante ed esasperata che è sfociata in un violento litigio, placato solo dall'arrivo delle forze dell'ordine" - come afferma Sonia, che assieme al suo compagno, nelle giornata di lunedì scorso dopo lo sfratto, ha deciso di denunciare l'uomo che li ospitava, per le angherie e le violenze psicologiche subite nel corso di diversi mesi.

Ad aggravare ancora di più la situazione, il caldo afoso di questi giorni, l'assenza di un lavoro che possa garantire loro una piccola entrata ed i problemi di salute di Sonia ed Italo. La donna infatti, oltre alla sofferenza a spalle ed articolazioni, ha da tempo problemi al cuore e proprio nella giornata di ieri è stata trasportata con l'ambulanza in ospedale, dove è stata sottoposta ad alcuni accertamenti per un episodio di tachicardia, mentre Italo soffre d'asma e da quando vive in mezzo ad una strada non riesce a curarsi come dovrebbe. La coppia, circa cinque mesi fa, ha presentato domanda per ottenere una casa percheggio dal comune di Lecce, ma al momento non ha ancora avuto risposta. Grazie al coinvolgimento di Don Attilio Mesagne, direttore della Caritas, è stato trovato un alloggio per i due, che potranno dormire presso la casa di San Vincenzo De Apolis in via Costadura; Sonia e Italo, però, hanno paura per i loro pochi ma importanti oggetti, che abbandonati per strada possano esser rubati o buttati via da qualcuno.

Per fortuna, non mancano la solidarietà e l'aiuto da parte dei residenti del rione, che in vari momenti della giornata portano loro qualcosa da mangiare e da bere. Domenica scorsa, una residente della zona ha aperto il proprio garage per consentire a Sonia ed Italo di trovare riparo nelle ore più calde. Questa mattina, inoltre, hanno fatto visita alla coppia i Servizi Sociali

Arriva proprio oggi, inoltre, l'accorato appello di un altro senzatetto. Si tratta di Piero Scatigna, che da 9 mesi ormai vive in auto. L'uomo è sposato e padre di due figlie di 10 e 8 anni ospitate provvisoriamente da alcuni parenti. Scatigna ha affidato ad una lettera, inviata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dal segretario "Codici Lecce - Centro per i Diritti del Cittadino", avv.Stefano Gallotta, il suo sfogo seguito da un accorato appello: "Mi ritrovo da nove mesi a dormire in auto in un piazzale di fronte alla dimora che ospita la mia famiglia; da lì posso almeno intravvedere moglie e figlie quando vanno a letto e sentire meno la loro assenza. Sono disperato perché non posso stare con la mia famiglia e allo stremo delle forze psico-fisiche. Sfido chiunque a dormire in auto con 40 gradi per una sola notte, con il rischio di essere derubato e malmenato (come mi è accaduto più volte). E' solo il grande affetto che mi lega a mia moglie e alle bambine a farmi desistere da un gesto estremo".

Dorme ancora nel suo furgoncino bianco non funzionante, poi, Ugo Mennuni, un 70enne senza tetto che ormai da mesi vive all'interno del suo furgoncino bianco parcheggiato in via Giovanni Paolo II, nei pressi del parco dei bambini e che nei giorni scorsi, ha accusato un malore a causa del forte caldo. 

Queste, purtroppo, sono solo alcune delle drammatiche storie che negli ultimi tempi si è costretti a raccontare...

La Redazione


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