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Quotidiano Lecce, Salento

- Lunedì, 20 novembre 2017 - Ore 22:03

Tangenti e appalti, arrestato l'ex sindaco di Cellino San Marco

Tangenti e appalti, arrestato l'ex sindaco di Cellino San Marco

Brindisi - Una ordinanza di custodia cautelare a carico di 14 persone, tra cui anche l’ex sindaco di Cellino San Marco, comune Brindisino commissariato per presunte infiltrazioni mafiose e quasi l’intera giunta rimossa nell’aprile del 2014, è in corso di esecuzione da parte dei carabinieri di Brindisi.

Si tratta di un provvedimento richiesto dal pm della procura di Brindisi, Antonio Costantini, e disposto dal gip Paola Liaci. L’ex primo cittadino, Francesco Cascione, avvocato penalista, ed esponente di Forza Italia, è stato condotto in carcere. Le accuse a vario titolo sono di associazione per delinquere, peculato, corruzione, turbata libertà degli incanti e calunnia. La misura riguarda anche l'imprenditore fondatore della società Igeco Tommaso Ricchiuto, 70 anni, di Lecce, amministratore delegato della Sgm, costruttore dei porticcioli turistici di Brindisi e di San Foca, destinatario di un provvedimento di arresti domiciliari. Si trova ora a Milano per lavoro ed è statio messo al corrente della necessità di rientrare nel Salento per sottoporsi al provvedimento del gip Liaci. Nell'ordinanza ci sono anche i nomi di Omero Molendini Macchitella, 55 anni, esponente di Forza Italia, dirigente bancario, picchiato e sequestrato il 25 settembre di due anni fa nelle campagne di Cellino, nonchè dell'imprenditore brindisino Antonio Cozzoli, degli ex assessori Gianfranco Quarta, Gabriele Elia e Gianfranco Pezzuto. Coinvolti nel blitz pure l'ex vicesindaco Corrado Prisco, Bruno Alfredo Bruno, Angelo Diego Lippolis, Vincenzo Antonio Fasiello, Giuseppe Gigante e Francesco Francavilla.

Le misure cautelari eseguite oggi riguardano quattro imprenditori edili delle province di Brindisi, Bari e Lecce e un personaggio vicino alla Sacra Corona Unita. Sono state emesse all’esito dell’indagine denominata “Do ut des” che ha portato alla luce, secondo gli investigatori, una vera e propria organizzazione criminale, facente capo a Cascione uscente, che pilotava sistematicamente gli appalti ed i concorsi comunali, in cambio di tangenti. Nel mirino anche un concorso per vigili urbani per cui furono affissi volantini in città che denunciavano irregolarità.

Il comune di Cellino San Marco (Brindisi) ora è retto da una commissione prefettizia. Il consiglio comunale fu sciolto per infiltrazioni della criminalità organizzata nell'aprile del 2014. L'iter amministrativo fu avviato dal prefetto di Brindisi, Nicola Prete, nel luglio 2013, con l'insediamento della commissione prefettizia per l'accesso agli atti. L'accertamento terminò nel dicembre successivo. Lo scioglimento fu deciso il 18 aprile di un anno fa al termine di una riunione del Consiglio dei ministri. Era stato proposto dal ministro dell'Interno, Angelino Alfano: "Al fine di consentire il risanamento delle istituzioni locali nelle quali sono state accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata, il Consiglio dei ministri ha deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di Cellino San Marco (Brindisi)".

Venivano rilevate, da parte della commissione prefettizia, "ingerenze da parte della criminalità organizzata che hanno compromesso la libera determinazione e l'imparzialità degli organi eletti nelle elezioni amministrative del 2010, nonché il buon andamento dall'amministrazione e il funzionamento dei servizi". "Spicca - si leggeva - il ruolo determinante del sindaco che all'interno della giunta individua argomenti all'ordine del giorno, proponendo delibere e soluzioni da adottare in piena autonomia". Sulla posizione dell'ex sindaco di Cellino, Francesco Cascione la cui famiglia "è stata sempre presente dal 1983 a oggi negli organi elettivi", la commissione prefettizia scrive che si segnalano episodi indicativi "di una precipua vicinanza ad ambienti criminosi cellinesi". Emergeva un quadro di "scarsa attitudine della compagine amministrativa al rispetto delle regole", in cui spiccava il finanziamento dato nel settembre 2012 alla convivente di un pregiudicato affiliato alla Scu per il pagamento del funerale del fratello, ucciso a San Donaci (Brindisi).

C'e' anche Gabriele Elia, ex assessore di Cellino San Marco, noto alle cronache per aver girato l'Italia con un camper bianco per festeggiare il ventennale della discesa in campo di Silvio Berlusconi e proporre, agli inizi del 2014, la candidatura della figlia Marina come premier, fra i 14 arrestati a Cellino San Marco. Elia è stato di recente nominato da Luigi Vitali, segretario regionale di Fi Puglia, suo "vice-coordinatore" cittadino a Brindisi, insieme ad altre due persone. L'uomo e' stato bloccato dai carabinieri nelle tenute di Albano Carrisi, dove risulta domiciliato. Nel febbraio del 2014, nell'ambito della stessa inchiesta, furono eseguite da parte dei carabinieri perquisizioni all'interno del Comune di Cellino San Marco.


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