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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 20 ottobre 2017 - Ore 05:12

Olio tunisino venduto come made in Italy ai giapponesi: scattano le manette per due imprenditori baresi

Olio tunisino venduto come made in Italy ai giapponesi: scattano le manette per due imprenditori baresi

Lecce - Spacciavano per olio italiano quello che proveniva direttamente dalla Tunisia riuscendo ad esportare verso il Paese del Sol Levante oltre 330mila litri di olio dichiarato come “extravergine d’oliva italiano” ma i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Taranto sono riusciti a smascherare quella che era una vera e propria truffa architettata proprio ai danni di chi è conosciuto in tutto il mondo come abile imitatore: il popolo giapponese.
Nei guai sono finiti i due legali rappresentanti di importanti aziende olearie operanti nel nord barese.
In particolare, le Fiamme Gialle joniche, nel corso dell’operazione “ The Good of Italy”, hanno accertato che i rappresentanti legali delle predette società olearie, i fratelli Pietro Luglio, di anni 50, e Leonardo Luglio, di anni 53, entrambi di Terlizzi (Ba), tra il 2009 ed il 2011 hanno commercializzato ed esportato in Giappone circa 330mila litri di olio extravergine di oliva confezionato in bottiglie ed in lattine, traendo in inganno l’acquirente giapponese sull’origine e qualità del prodotto dichiarato “italiano”. Infatti, i predetti responsabili dell’illecito traffico, al fine di ottenere indebitamente l’attestazione di provenienza italiana dell’olio dichiarato in esportazione, hanno presentato false dichiarazioni circa la produzione dell’olio stesso da parte delle due società da loro rappresentate. Olio che in realtà e’ poi risultato di origine e produzione tunisina. Pertanto, a carico dei soggetti in questione sono state ipotizzate le violazioni degli artt. 483, 479, 515, 517 e 640 del codice penale (concernenti i reati di falso ideologico in atti pubblici, frode nell’esercizio del commercio, vendita di prodotti industriali con segni mendaci, truffa), per i quali l’Autorità Giudiziaria competente ha ritenuto sussistenti i presupposti dell’arresto.
I provvedimenti sono stati emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Taranto e rappresentano lo sviluppo di una inchiesta in materia di repressione delle frodi nel settore dei prodotti agro-alimentari e tutela del Made in Italy che ha già portato nello scorso mese di marzo al sequestro penale al porto di Taranto di ingenti quantitativi di olio di oliva per uso alimentare destinato all'esportazione.

Antonello Corigliano


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