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Quotidiano Lecce, Salento

- Domenica, 19 novembre 2017 - Ore 09:16

Vertenza autogesitoni IACP: "Il comportamento di AQP è corretto"

Vertenza autogesitoni IACP: "Il comportamento di AQP è corretto"

Lecce - Con riferimento agli articoli apparsi recentemente sulla stampa, circa la sospensione della fornitura idrica per morosità a carico di condomini ex IACP, costituitisi in Autogestione, Acquedotto Pugliese precisa quanto segue: 

"AQP, ai sensi dell’art.16 del Regolamento del Servizio Idrico Integrato, “procede alla sospensione della fornitura provvedendo alla chiusura della presa stradale qualora non risultino pagate due fatture”. 

Il comportamento della Società è conforme alla legge e ai principi civilistici che impongono azioni a tutela, attraverso la sospensione della prestazione prevista dall’art.1461 c.c., nel caso sopravvenga una situazione tale da porre in pericolo il conseguimento della prestazione.

L’Autorità Giudiziaria ha confermato anche di recente con sentenza n. 5612/2014 del Tribunale di Bari, l’assoluta correttezza dell’operato di Acquedotto Pugliese.

Per quanto concerne in particolare la situazione dell’ingente morosità maturata in capo alle Autogestioni ex IACP di Lecce, anche in questo caso l’Autorità Giudiziaria ha stabilito la piena legittimità dell’operato di questa Società. Con sentenza n.123/2015 il Tribunale di Lecce ha stabilito la correttezza dell’accordo transattivo stipulato nel 2010 tra Acquedotto Pugliese e l’ex IACP Lecce e il diritto, per questa Società, al riaddebito alle Autogestioni delle somme di competenza. Il Giudice ha sancito inoltre l’obbligo per le Autogestioni, reali ed esclusive fruitici della somministrazione dei servizi AQP, di corrispondere al gestore il corrispettivo delle prestazioni ricevute.

In particolare, risulta legittimo l’addebito delle somme per consumi del servizio idrico integrato in capo alle stesse Autogestioni, che rispondono direttamente di eventuali misure restrittive della fornitura, in caso di mancata corresponsione all’AQP degli importi fatturati.  

La transazione, relativamente ai rapporti debitori con l’Istituto Autonomo Case Popolari, stabiliva che:

- lo IACP si impegnava al pagamento della debitoria pregressa;

- nulla poteva essere addebitato post transazione allo IACP per consumi riferentisi alle autogestioni; 

- l’AQP avrebbe provveduto allo storno delle fatture emesse in capo allo IACP e alla contestuale fatturazione diretta delle somme riferentesi ai consumi idrici da attribuirsi alle costituite e/o costituende autogestioni.

Nella citata transazione venivano altresì chiariti tempi e modalità delle volture in capo alle Autogestioni, reali fruitori dei consumi, tenute al pagamento della fornitura. 

Con la sentenza del Tribunale di Lecce n.123 del 14 gennaio 2015 si fa, dunque, chiarezza su una vicenda nella quale le predette Autogestioni hanno impugnato i provvedimenti di sospensione della fornitura idrica, adottati da AQP, sulla base di un presunto diritto, non soddisfatto, a sottoscrivere la transazione tra AQP e IACP di Lecce.

“L’obbligo delle Autogestioni, reali ed esclusive fruitici della somministrazione dei servizi AQP, di corrispondere a quest’ultima il corrispettivo delle prestazioni ricevute nel periodo decorrente dalla data del recesso contrattuale comunicato da IACP sino alla costituzione delle Autogestioni” è il principio sancito dalla sentenza di una delle cause introitate dal Tribunale di Lecce da parte di numerose Autogestioni contro AQP.

Una sentenza in linea con il principio irrinunciabile che l'acqua è un bene comune, che impone diritti e doveri. E’ il caso inoltre di ricordare che l’Azionista Unico di AQP, Regione Puglia, ha da tempo predisposto idonei strumenti (bonus idrico, fondo utenze deboli, rateizzazioni di pagamenti) per garantire comunque l’accesso al servizio anche cittadini che effettivamente si trovino in condizioni di indigenza: non è pertanto tollerabile – neanche dal punto di vista etico – la colpevole morosità di chi, pur avendo adeguata capacità reddituale, preferisce scaricare i costi dei servizi di cui usufruisce sugli altri cittadini.

Duole infatti ricordare che il comportamento omissivo assunto da qualcuno si rivela dannoso non solo per l’Acquedotto Pugliese (azienda pubblica posseduta, attraverso la Regione Puglia, da tutti i cittadini pugliesi), che svolge la propria attività grazie al corrispettivo per il servizio reso e senza alcun intervento della fiscalità generale, ma anche per la collettività degli utenti virtuosi (che sono, fortunatamente, oltre il 95%), costretti ad assumersi, in bolletta, i costi rivenienti dal mancato pagamento degli utenti morosi". 


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