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Quotidiano Lecce, Salento

- Martedì, 22 agosto 2017 - Ore 18:58

Operazione "Vortice-Déjà vu", arrestato il latitante Notaro

Operazione "Vortice-Déjà vu", arrestato il latitante Notaro

Brindisi - È durato 3 settimane lo stato di irreperibilità di Sergio NOTARO, capo dell’omonimo clan operante a Squinzano affiliato al Clan DE TOMMASI della frangia leccese della SCU. Il boss, come si ricorderà, era riuscito a sfuggire alla cattura dell’11 novembre scorso, quando i militari del Comando provinciale di Lecce, unitamente a quelli del ROS diedero esecuzione a 26 ordinanze di custodia cautelare, in carcere per 416 bis, traffico internazionale di stupefacenti, estorsione, usura, abusivo esercizio dell’attività finanziaria. Già dalla stessa mattina dell’operazione era stato predisposto l’articolato dispositivo di ricerca dislocato sul territorio per captare ogni utile informazione finalizzata alla cattura di uno dei personaggi chiave dell’intera vicenda processuale che ha portato alla disarticolazione del clan DE TOMMASI e degli affiliati PELLEGRINO e NOTARO. La rocambolesca, quanto sobria fuga di NOTARO (allontanatosi dal tetto della sua abitazione per poi dileguarsi lungo il percorso della ferrovia che costeggia la sua proprietà) non aveva demoralizzato i militari che, anzi, erano convinti che il fuggitivo dovesse trovarsi comunque in zone a lui familiari.

Da quel giorno è iniziata una fitta rete di servizi di osservazione, pedinamenti e verifiche che ha interessato le persone “storicamente” vicine a Notaro. È probabile che questi avesse previsto da tempo questa eventualità - e le modalità della sua fuga ne sono state in certo senso una conferma – poiché era stato predisposto un efficace sistema di compartimenti stagni, ognuno indipendente dall’altro, che avrebbe dovuto garantire l’impermeabilità delle notizie ad eventuali aggressioni delle forze dell’ordine. La svolta nella serata domenica quando, finalmente, si è avuta conferma delle autovetture che venivano utilizzate per i vari trasbordi degli addetti alla logistica del latitante. Tra l’altro la zona d’interesse nella quale si accentravano le attenzioni degli investigatori – di immediato confine con la provincia di Brindisi –  è da sempre un punto di riferimento costante per i fuggitivi leccesi, spesso protagonisti di traffici e rapporti “a cavallo” delle due province come dimostrato in decenni di vicende processuali. L’intervento ieri pomeriggio alle 15.40, con un isolato della periferia sud del  Comune di Cellino San Marco letteralmente presidiato da uomini in borghese che in una frazione di secondo hanno circondato la villetta che ospitava il fuggitivo, irrompendo dalla porta principale, quasi abbattuta nella veemenza dell’intervento. Notaro, resosi subito conto della situazione e di non avere vie di fuga, non ha opposto resistenza anche per la tempestività dell’azione. Dopo le formalità di rito e la notifica dell’ordine di custodia cautelare dei PM Capoccia e Cataldi della DDA, è stato associato alla casa Circondariale di Borgo San Nicola, dove nei prossimi giorni sarà sottoposto ad interrogatorio di garanzia dal GIP Carlo CAZZELLA, autore della misura.


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