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Quotidiano Lecce, Salento

- Martedì, 24 ottobre 2017 - Ore 07:46

Combine derby Bari-Lecce: condannati Semeraro e Quarta

Combine derby Bari-Lecce: condannati Semeraro e Quarta

Lecce - Per il famigerato derby Bari-Lecce del 15 maggio 2011 il reato di frode sportiva è stato consumato: per questa ragione, sono stati condannati in primo grado ad un anno e sei mesi di reclusione (con pena sospesa) l'allora presidente del Lecce, Pierandrea Semeraro e l'imprenditore salentino Carlo Quarta. Nove mesi sono stati inflitti, invece, a Marcello Di Lorenzo, amico del calciatore Masiello; quest'ultimo, protagonista della combine nel derby ed in altre quattro partite, e la cui testimonianza ha rappresentato uno dei cardini dell'accusa, aveva precedentemente patteggiato una pena di dieci mesi. I tre imputati, inoltre, per i quali il pm Ciro Angelillis aveva invocato il massimo della pena per il reato di frode sportiva -ovvero due anni di reclusione- dovranno risarcire con la somma di 400 euro ciascuno i circa duecentocinquanta tifosi, di cui centocinquanta leccesi ed i restanti baresi, costituitisi parte civile nel processo (i supporters salentini sono rappresentati dai legali Giuseppe Milli e Francesco Calabro). In ciò risiede senz'altro l'aspetto più significativo della sentenza, in quanto costituisce in fin dei conti un inedito nella giurisprudenza italiana; viene sancito il principio per cui anche i tifosi rappresentano un interesse degno di risarcimento. La sentenza, che si appresta così a divenire storica, è stata emessa nella serata dal giudice monocratico del Tribunale di Bari, Valeria Spagnoletti, per il quale è stato accertato che il tentativo di comprare quella partita di calcio, mediante il versamento della somma di 230mila euro, è stato messo in atto. In attesa di conoscere le motivazioni della sentenza, si può affermare che per il tribunale del capoluogo pugliese poco importa se, come stabilito nell'ultimo grado della Giustizia Sportiva dal Tnas (Tribunale Nazionale Arbitrato Sportivo), l'esito di quell'incontro non sia stato poi effettivamente alterato sul campo; ciò che conta, ai fini del giudizio di primo grado, è la movimentazione del denaro che testimonia e certifica il reato di forde sportiva, di cui si sono resi responsabili gli imputati. A Semeraro e Quarta, per giunta, è stata inflitta una multa di 10mila euro ciascuno e ad entrambi è stato comminato il Daspo giudiziario di 6 mesi. Pierandrea Semeraro ha già annunciato che presenterà ricorso in Appello.

Matteo Sbenaglia


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