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Quotidiano Lecce, Salento

- Domenica, 20 agosto 2017 - Ore 00:40

Canile Lovely, Vaglio: "Accuse e foto sono strumentali"

Canile Lovely, Vaglio: "Accuse e foto sono strumentali"

Lecce - Sulla vicenda del canile Lovely è intervenuto anche il veterinario Antonio Vaglio, consulente sanitario del rifugio, che ha dichiarato:

"Conosco la Sig.ra Pozzi, proprietaria del rifugio Lovely, da tanti anni. Lei è una vera amante degli animali e vi posso assicurare che per la sua struttura ha sempre speso anche risorse provenienti dal suo patrimonio personale e che la sua attività giammai ha avuto scopi di lucro. Non ho dubbi nell’affermare che una persona come lei è ormai veramente difficile da incontrare. Vorrei vedere quanti sarebbero disposti come lei a spendere cifre mensili che vanno ben oltre le 3.000 euro mensili per l’acqusito di farmaci e almenti senza neanche la certezza di poterseli vedere rimborsati. E vorrei vedere, soprattutto, se le altre strutture presenti sul territorio hanno lo stesso modo di operare e lo stesso atteggiamento della Sig.ra Pozzi. Se hanno la stessa passione dei volontari che operano nel Lovely, persone dalla grande disponibilità, sensibilità, professionalità che non possono essere in alcun modo messe in discussione. Se sono veramente mossi dall’amore per gli animali ma, soprattutto, se nei loro bilanci annuali risultano sforzi economici paragonabili a quelli posti in essere dal Lovely al fine di garantire il benessere e la salute dei suoi ospiti a 4 zampe. Non discuto sulla circostanza che la struttura presenti alcune criticità, gli animali però vivono e sono tenuti in costanti condizioni igienico sanitarie ottimali: acqua sempre fresca, cibo abbondante e ricoveri sempre puliti e disinfettati. I cani ricevono sempre tanto amore. Mi piacerebbe vederle queste persone che parlano tanto. 

Ritengo quindi che le accuse mosse e le foto pubblicate siano meramente strumentali e spero che non nascondano altri fini. Conosco perfettamente infatti la situazione e le problematiche sanitarie di ogni cane ritratto nelle foto pubblicate dall’articolo apparso su '20centesimi'. Conosco il nome di ognuno di loro come anche le condizioni in cui si trovavano al loro arrivo nella struttura. Molti di essi sono arrivati al rifugio in condizioni già disperate e appaiono in quel modo agli occhi dei visitatori solo perchè qualcuno, per motivi ideologici ed etici, ha ritenuto di non praticare alcuna eutanasia cercando invece di alleviare con tutte le cure mediche possibili le loro sofferenze. Ed oggi, infatti, questi animali sono ancora tra noi.

In particolare, proprio perchè è stato sollevato nell’articolo in questione, vorrei precisare alcune cose sul caso di Hombre, uno dei cani su cui si è fermata l’attenzione del reportage di '20centesimi'. Si tratta per me di un’enorme speculazione e di una cattiveria senza precedenti. Il cane, infatti, nato nel 2001 è stato sempre in buona salute e ha presentato solo alla fine dello scorso agosto scarsa capacità motoria a cui è poi subentrata una tetraparesi complicata da dolore intenso alla coonna vertebrale. L’animale, infatti, è risultato affetto da una grave discospondilite diffusa. Sono comparse successivamente piaghe da decubito le quali sarebbero emerse in ogni caso, a prescindere dalla struttura ospitante e dalle cure garantite all’animale. Pertanto mi permisi all’epoca di dire che il cane necessitava di adeguata terapia e che non poteva assolutamente essere dato in affidamento viste le sue condizioni di salute. Si tratta quindi solo di una deplorevole strumentalizzazione da parte di qualcuno che con il benessere e la salute degli animali ha davvero poca dimestichezza. Il vero maltrattamento, infatti, è consistito nello strappare la povera bestia ad una struttura in cui riceveva le cure pià adeguate e in cui aveva già socializzato con gli altri cani. A dimostrare ciò, infatti, è sopraggiunta la morte del cane appena pochi giorni dopo l’adozione. Un’adozione concessa per incessanti pressioni giunte da ogni dove. E’ questo il vero maltrattamento che Hombre ha subito per colpa di alcune persone e mi piacerebbe sapere, infatti, i veri motivi che hanno spinto verso l’adozione di un cane in quelle condizioni sanitarie augurandomi, nel contempo, che non si sia trattato di una strumentalizzazione della povera bestia.

Mi piacerebbe avere l’occasione di un confronto pubblico con le persone che hanno mosso simili accuse al rifugio Lovely e che hanno ispirato il reportage di '20centesimi'. E’ facile nascondersi dietro l’anonimato di alcune foto e utilizzare mezzucci come Facebook per tirare acqua al proprio mulino senza rispettare il lavoro e il sacrificio di persone che hanno dedicato una vita intera alla piaga del randagismo canino".


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