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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 24 novembre 2017 - Ore 19:37

Minacce al sindaco e agli assessori. Condannati

Minacce al sindaco e agli assessori. Condannati

Gagliano Del Capo - I militari della Stazione Carabinieri di Gagliano del Capo nel pomeriggio di ieri hanno dato esecuzione a due ordinanze di carcerazione per espiazione della pena emesse dal Tribunale di Lecce nei confronti di due gaglianesi Antonio Pizzolante, classe 1964 che dovrà espiare la pena di 2 anni, 3 mesi e 11 giorni di reclusione, e Donatello Raona, classe 1986, il quale dovrà espiare una pena  residua di 1 anno, 5 mesi ed 8 giorni di reclusione.

I reati contestati sono minacce, furto e vilipendio di tombe ai danni di amministratori del comune di Gagliano Del Capo. Era il 2008 quando una mattina sindaco, vicesindaco e assessore ricevettero una busta con un biglietto minatorio e dei pallini di una cartuccia da caccia. Alcuni giorni dopo il vice sindaco ricevette due messaggi di testo sul proprio cellulare da una cabina telefonica: “Ciao ti ci ho messo la sorpresa a casa adesso fai molta attenzione sappi che è tempo di morire addio”“il diavolo sta aspettando l’ora che muori quando morirai io brucerò  il tuo corpo con dieci litri di benzina – Satana il tuo persecutore, a risentirci, ciao”. Dalle indagini emerse che Pizzolante, assieme a Raona e ad un terzo soggetto mirava ad intimidire gli amministratori al fine di ottenere un permesso per costruire in sanatoria una tettoia in un chiosco bar nella marina di Gagliano del Capo. Lettere e messaggi parevano però non bastare; a questi seguirono scritte sui muri delle abitazioni dell’assessore come: “bella casa vita e una morte assicurata”, “per te solo un rimedio, la morte”, firmate “C.21”. Inoltre, sulla tomba di famiglia del sindaco vennero realizzati alcuni segni grafici minacciosi e vilipendiosi quali una stella a cinque punte racchiusa da un cerchio ed i cinque punti disposti a croce, simbolo dell’associazione mafiosa Sacra Corona Unita, e scritte come: “tu morirai lo stesso”, “noi comandiamo”, “satana”, “sindaco di merda, ti starò dietro fino alla morte”, “sindaco morirai” “SCU”, anche qui la firma “C.21” . Grazie proprio alle indagini i carabinieri dimostrarono che la sigla “C.21” apparteneva a Raona. Infatti a seguito di perquisizione all’interno dell’abitazione del pregiudicato fu rinvenuta un agenda con la scritta “Agenda degli appunti: R. Donatello c.21”; la sigla stava per corona 21, cioè il numero di reati commessi sino a quel momento. 

A quel punto, Raona confessò di esser l’autore delle lettere e dei murales e di aver agito su mandato di Pizzolante con un compenso di 100 euro. Le intimidazioni, però, non terminavano nonostante i servizi di vigilanza e prevenzione disposti all’epoca dalla Compagnia Carabinieri di Tricase; infatti qualche settimana dopo l’ultima minaccia, Raona e il terzo complice, sempre su mandato di Pizzolante si introducevano nell’abitazione di uno dei rivali dell’uomo titolare di un bar di Gagliano del Capo reo di essere “amico” del sindaco, asportando un’aspirapolvere ed uno stereo per poi appiccare un incendio alla casa. I tre nel giugno del 2008 vennero arrestati in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare e in sede di interrogatorio di garanzia sia Raona che Greco si accollavano gli addebiti senza però confermare il nome del loro mandante che entrambi in altri interrogatori precedenti avevano confermato agli inquirenti. Nonostante i ricorsi degli avvocati in appello ed in Cassazione Raone a Pizzolante sono stati condannati con sentenza passata in giudicato. Ieri i due, esperite le formalità di rito, sono stati tradotti in carcere.


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