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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 24 novembre 2017 - Ore 02:47

Prelevano soldi dai conti correnti postali, arresti e denunce

Prelevano soldi dai conti correnti postali, arresti e denunce

Parabita - Nella mattinata di ieri, il personale della Squadra mobile di Lecce, coadiuvato dal personale di Napoli, ha eseguito due ordinanze applicative della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di due soggetti incensurati residenti in provincia di Napoli. Si tratta di Luigi Cecere, 27enne di Casavatore, provincia di Napoli, e di Antonio Silvestri, quarantenne, sempre di Casavatore. I due arrestati rispondono, insieme ad altri sei indagati, di associazione per delinquere finalizzata al falso materiale, al peculato ed al riciclaggio. L’indagine, condotta dalla Sezione di Polizia Giudiziaria presso la locale Procura della Repubblica e dalla Polizia Postale di Roma, ha riguardato anche altri due indagati per lo stesso reato, denunciati in stato di libertà. 

Cecere Luigi risponde di riciclaggio del denaro illecitamente provento del delitto di peculato commesso da Prete Cosimo, cinquantacinquenne di Parabita. Quest’ultimo, dipendente delle Poste Italiane presso l’Ufficio postale di Parabita, e precisamente responsabile del settore consulenze, si sarebbe impossessato insieme ad altri due indagati della somma di Euro 1.290.000,00 predisponendo documenti falsi e falsificando la firma di una ignara cliente delle Poste Italiane. 

Cecere avrebbe sostiruito e trasferito parte di questo denaro acquistando due auto di lusso del valore complessivo di 65.000,00 euro. Antonio Silvestri, invece, avrebbe sostituito e trasferito, parte del denaro provento del delitto di peculato commesso da Prete ricevendo da un’altra indagata la somma complessiva di Euro 324.000,00 mediante giroconti e vaglia circolari. L’unica persona destinataria della misura più grave della custodia cautelare in carcere è proprio Cosimo Prete in quanto responsabile di altri episodi di peculato e di falso materiale, commessi impossessandosi  di alcune somme di denaro di altri ignari clienti, falsamente attestando loro di averla investita in strumenti finanziari con consegna di un modulo di sottoscrizione di investimento.


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