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Quotidiano Lecce, Salento

- Martedì, 17 ottobre 2017 - Ore 06:12

E' morto Lorenzo Zaratta, il bimbo che lottava contro l'Ilva di Taranto

E' morto Lorenzo Zaratta, il bimbo che lottava contro l'Ilva di Taranto

Taranto - Taranto e provincia piangono l’ennesima morte dovuta a malattie causate dall'inquinamento ambientale. È deceduto, infatti, Lorenzo Zaratta, di soli cinque anni, il bimbo di Taranto a cui fu diagnosticato a soli tre mesi dalla nascita un tumore al cervello. Suo padre, Mauro, il 17 agosto del 2012 partecipò a una manifestazione contro l'inquinamento nel capoluogo ionico mostrando la foto del figlio intubato. L'uomo salì sul palco e raccontò il dramma che stava vivendo la sua famiglia. Il giovane papà, nel raccontare la tragica malattia che aveva colpito il figlioletto, protestò vibratamente contro l'Ilva: "Certo, nessuno è in grado di dimostrare il nesso di causalità tra il tumore di Lorenzo e i fumi dell'Ilva, ma la mia famiglia lavorava lì e i miei nonni, mia mamma sono morti di tumore. Mio suocero anche era all'Ilva e mia moglie, durante la gravidanza, lavorava nel quartiere Tamburi. E tutti sappiamo che da quei camini non esce acqua di colonia, ma gas in grado di modificare il dna e provocare errori genetici come quello di mio figlio". Ieri sera, su Facebook, Mauro Zaratta ha annunciato la morte del figlio con queste parole: "Cari amici volevo avvisarvi che Lorenzino ci ha fatto uno scherzetto... ha voluto diventare un angioletto...".

Il popolo della Rete ha manifestato vicinanza e solidarietà alla famiglia Zaratta, schierandosi anche contro il Siderurgico e la grande industria ritenuta responsabile dell'emergenza sanitaria e ambientale a Taranto. I funerali di Lorenzo si svolgeranno questo pomeriggio, alle 16.30, nella chiesa Regina Pacis, a Lama di Taranto. Il legame tra l’inquinamento e i decessi che caratterizzano la storia di Taranto degli ultimi trent’anni, sottolinea Giovanni D’Agata, presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, "è ancora non dimostrabile ufficialmente, anche se come associazione siamo stati sempre in prima linea nella battaglia per la salute dei cittadini avendo contribuito a rendere noto a livello nazionale in tempi "non sospetti" quanto accadeva a Taranto, diffondendo le foto e le immagini che ci inoltravano coloro che erano con noi in trincea in quella che si preannunciava come una guerra per l'ambiente e per i cittadini. Oggi siamo ancora di più sdegnati dinanzi all’ennesima vittima innocente".


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