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Quotidiano Lecce, Salento

- Domenica, 22 ottobre 2017 - Ore 12:12

Soldi o sesso gratis, arrestato per tentata estorsione alle prostitute

Soldi o sesso gratis, arrestato per tentata estorsione alle prostitute

Porto Cesareo - Nella serata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Porto Cesareo, hanno arrestato, nella flagranza del reato di tentata estorsione aggravata, Gianpiero Biondi, disoccupato, quarantunenne di Veglie. Nella tarda mattinata di ieri i carabinieri avevano convocato in caserma una prostituta di ventisei anni, di origini rumene, che aveva assistito ad un incidente sulla Nardò-Avetrana dove si trovava assieme ad altre ragazze. Un’auto, condotta da un uomo di Porto Cesareo, il giorno prima aveva investito una sua amica, mentre attraversava la strada. La ragazza, nel cadere, aveva riportato la frattura del setto nasale.

Mentre la testimone era in caserma arriva sul suo telefono una richiesta di aiuto da parte di una terza amica, che si trovava sempre sulla Nardò – Avetrana. La donna era stata appena avvicinata dal solito tipo, che spacciandosi per un mafioso della zona, le ordinava di pagare una tangente di cinquanta euro alla settimana, dicendole: "Se volete stare da noi dobbiamo mangiare tutti". La giovane ha fatto così ascoltare la telefonata ai carabinieri che hanno sentito l'uomo urlare: "Se non fate come dico vi sparo con questa pistola".

I carabinieri sono intervenuti subito sul posto, cogliendo l'uomo sul fatto, ancora con la sua pistola alla cintola, come quella in uso alle forze dell'ordine, che poi si è rivelata essere un’arma giocattolo. L’uomo è stato arrestato e condotto in caserma. Qui, oltre alla denuncia della ragazza minacciata in diretta telefonica, che ha riferito di aver subito solo quel tentativo di estorsione, la testimone dell'incidente ha denunciato di avere subito altre tre tentativi simili, nei giorni precedenti, dalla stessa persona per ottenere cinquanta euro a testa o prestazioni sessuali gratuite, con la minaccia di essere armato ed appena scarcerato perché mafioso.

Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato accompagnato presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, come disposto dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Lecce, Francesca Miglietta.








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