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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 21 ottobre 2017 - Ore 23:27

Incendiò l'auto del comandante dei carabinieri. Arrestato

Incendiò l'auto del comandante dei carabinieri. Arrestato

Vernole - Alle prime luci dell’alba, al termine di una articolata attività investigativa, è stato arrestato l’autore dell’incendio all’auto del Comandante della Stazione di Vernole, il luogotenente Carmine Schirinzi. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Lecce e quelli della Stazione di Vernole hanno stretto le manette ai polsi di Antonio Cucurachi, 34enne barista, già noto alle forze dell'ordine.

Il fatto risale al 27 febbraio 2014 quando, nel cuore della notte, la SKODA Octavia del Comandante Schirinzi, parcheggiata in via Enrico Toti di Vernole, fu letteralmente divorata dalle fiamme. Fu subito chiaro agli investigatori che si trattava di un fatto doloso: l’incendio aveva sin da subito avuto dimensioni troppo vaste per pensare che potesse trattarsi di un corto circuito, tant’è che fu necessario l’immediato intervento dei vigili del fuoco per domare il rogo che avevano peraltro già intaccato le abitazioni limitrofe, mettendo in serio pericolo l’incolumità dei residenti.

Cucurachi non aveva fatto però i conti con una piccola telecamera di sorveglianza, posta proprio a ridosso del luogo del delitto, che lo ha immortalato proprio mentre, a piedi, si dirigeva verso la vettura con un contenitore in mano, fuggendo subito di corsa al bagliore delle fiamme. Gli investigatori hanno prontamente riconosciuto la sagoma del giovane e ne hanno perquisito l'abitazione, non troppo distante dal luogo dei fatti. All'arrivo dei militari, l'uomo era in casa, intento a giocare alla Playstation con tre amici, A.M., S.B. e N.D.D., di cui uno minorenne, tutti e tre di Vernole. Il ritrovamento di un paio di jeans e di un giubbino di colore bianco, del tutto simili a quelli visibili nei filmati, appena lavati ed ancora bagnati, stesi ad asciugare, ha insospettito però gli inquirenti.

In quell'occasione, i giovani iniziarono a fornire tutti lo stesso alibi, raccontando di aver passato la serata in due locali diversi, uno in paese e l’altro nell’abitato di Pisignano. Interrogati singolarmente però, sono emerse numerose incongruenze.

Al bar di Pisignano c’erano stati, ma non tutti insieme come avevano dichiarato: Cucurachi li avrebbe raggiunti proprio dieci minuti dopo il fatto, e dieci minuti prima dell’incendio (secondo quanto è emerso dai filmati) si trovava presso un distributore di carburanti, dove lo si vede chiaramente riempire un contenitore con della benzina, mentre cinque minuti prima dell’incendio, era stato immortalato mentre passava con la propria auto vicino a quella del Comandante.

Inoltre Cucurachi, nell’agosto del 2013, aveva tentato di appiccare un incendio all'abitazione di un medico. Cucurachi è stato quindi arrestato e condotto presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari, mentre i tre amici con cui il giovane è stato trovato in compagnia la sera dell’incendio, A.M., S.B. e N.D.D., sono stati dunque denunciati a piede libero per favoreggiamento personale, per averlo aiutato ad eludere le investigazioni e sottrarsi, almeno nell’immediatezza, alla legge.








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