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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 19 agosto 2017 - Ore 11:30

Lo "Sportello dei Diritti" sul Lido Esercito a San Cataldo

Lo "Sportello dei Diritti" sul Lido Esercito a San Cataldo

Lecce - Lo "Sportello dei Diritti" su Lido Esercito a San Cataldo: "È passato un anno (quasi) esatto da quando lo “Sportello dei Diritti”, a seguito della segnalazione di alcuni cittadini che ci avevano avvisato sullo stato di abbandono del “Lido Esercito” nella marina leccese di San Cataldo, aveva denunciato pubblicamente tale scempio.

E così, poiché non dimentichiamo - nella costante ottica di osservazione del territorio nazionale circa gli sprechi, ma anche lo stato d’abbandono in cui versano edifici pubblici e non - abbiamo potuto appurare che l’impegno assunto dal Ministero della Difesa, in particolare la pronta replica dell’epoca da parte dei vertici della “Scuola della Cavalleria" che avevano promesso il recupero del "bagno", non è stato in alcun modo rispettato ed anzi non possiamo che esprimere il nostro biasimo circa l’ulteriore degrado che è possibile registrare solo osservando le fotografie scattate nei scorsi giorni che documentano in maniera equivocabile che nulla è stato fatto con la struttura in questione, o meglio il rudere, a pochi passi dal mare nell’amena baia di San Cataldo, che giace ancora nel più completo abbandono.

Giova, quindi, ricordare che già l’anno scorso lo “Sportello dei Diritti” aveva avviato il lancio di una serie di proposte per indicarne il destino, e prontamente era arrivato il verdetto dei cittadini che in tanti attraverso internet, sui giornali online o le mail inviate al sito hanno inteso presentare le loro opinioni.
La stragrande maggioranza del pubblico, aveva manifestato il desiderio di abbattimento per renderlo una spiaggia libera e per farlo ritornare nel patrimonio comune di tutti i leccesi.

Ed allora, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, preso atto che non è stato possibile recuperare l’immobile e ridare lustro al “Lido Esercito”, chiede alle autorità competenti che, stante l’imminenza della stagione estiva, quel tratto di costa sia al più presto restituito ai leccesi e siano, quindi, demolite le opere murarie che da una parte impediscono la libera fruibilità della bella spiaggia sabbiosa e dall’altra costituiscono un evidente pericolo per la collettività".


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