Rimani aggiornato su ciò che accade nel Salento.
Diventa Fan di FuturaTv!
Chiudi

Segnala la notizia ad un amico

Il tuo messaggio è stato inviato correttamente. Grazie.

Il tuo messaggio non è stato inviato.

Quotidiano Lecce, Salento

- Domenica, 19 novembre 2017 - Ore 06:02

Spedizione punitiva in casa dei rumeni con mazze e coltelli. 4 arresti

Spedizione punitiva in casa dei rumeni con mazze e coltelli. 4 arresti

Taurisano - Gli investigatori del Commissariato di polizia di Taurisano nelle prime ore di questa mattina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP Giovanni Gallo su richiesta del P.M. Stefania Mininni nei confronti di Pierluigi Scarlino 39enne Casarano, Giovanni Maruccia 36enne nato in Francia, Massimiliano Scarlino 39enne di Casarano e Rocco William Attanasio 23enne di Gagliano del Capo.

Il 18 gennaio scorso alle ore 21.15 gli agenti del Commissariato sono intervenuti in via Negri, a Taurisano, dove il personale medico del 118 stava soccorrendo una persona in fin di vita. Giunto sul posto, il personale operante ha accertato che i sanitari del 118 erano intenti a soccorrere due giovani di nazionalità rumena, di 21 e 23 anni, che erano stati aggrediti all’interno di un appartamento sito nel seminterrato dell’immobile del civico 18.

Considerate le condizioni di salute, i due sono stati ricoverati all’Ospedale di Casarano dove, dopo le cure del caso, è stato redatto un referto medico con prognosi di 10 giorni per “trauma cranico” per uno e prognosi di 45 giorni per “trauma cranico con ferita da taglio alla regione parietale destra e per cefalea residua con vertigini e rimozione dei punti di sutura” per l'altro.

Al fine di accertare la dinamica dei fatti, sono stati ascoltati alcuni testimoni che erano presenti al momento dell’aggressione avvenuta all’interno di due abitazioni vicine, situate nello stesso seminterrato. La madre di una delle vittime ha spiegato agli agenti che, poco prima, erano giunti nella loro abitazione due italiani che avevano aggredito il figlio colpendolo con una mazza da baseball. Anche il fratello della seconda vittima, che aveva assistito all’aggressione, aveva raccontato ai poliziotti che, in quel momento si trovava a casa del fratello il quale gli stava raccontando che nel pomeriggio precedente, in P.zza Fontana, nei pressi di un bar, mentre era in compagnia di un altro loro fratello e di un cugino, sono stati minacciati e schiaffeggiati da un giovane di Taurisano, conosciuto con il nome di Samuel e da altri suoi amici.

Proprio mentre stavano parlando dell'accaduto, ha fatto irruzione nella loro abitazione, proprio quel Samuel di cui si discuteva, assieme ad altri due individui che non avevano però mai visto, e mentre uno di essi teneva bloccato il fratello per le braccia, Samuel gli sferrava alcuni colpi con un coltello a punta di lama piuttosto lunga, colpendolo sulla caviglia della gamba sinistra, sulla coscia sinistra ed all’interno della coscia destra all’altezza dell’inguine.

Nel frattempo, gli altri amici di samuel aggredivano l’altro fratello, colpito nella parte sinistra del capo con una mazza da baseball e con un coltello. Anche un cugino di quest’ultimo è stato lievemente ferito con la mazza a baseball. Da successivi accertamenti è emerso che che gli autori dell'aggressione sono i gemelli Scarlino. I due sarebbero infatti i responsabili dell'aggressione più feroce.

Samuel, già noto alle forze dell’ordine, è stato rintracciato la sera stessa per le vie del paese ed identificato per Samuel Del Nilo, pregiudicato di Taurisano di 34 anni, il quale, sentito dai poliziotti, pur offrendo una diversa ricostruzione dei fatti, confermava di aver prelevato un coltello rinvenuto nei pressi dell’abitazione dei cittadini rumeni e di averli colpiti, ma solo per difendersi. Quella stessa notte, Del Nilo è stato arrestato per concorso nell’aggressione e per aver portato fuori dalla propria abitazione, senza giustificato motivo, un bastone ed un coltello affilato e di essersi introdotto nell’abitazione dei rumeni violandone il domicilio.

Dall’ascolto dei testimoni, dalla compatibilità delle ferite con quanto riferito dalle vittime, si è appurato che i gemelli Scarlino Massimiliano e Pierluigi e Maruccia Giovanni avevano partecipato armati ad una vera e propria spedizione punitiva; Del Nilo Samuel, armato di coltello, aveva a sua volta partecipato all’aggressione colpendo e ferendo una delle vittime. Inoltre, Rocco William Attanasio, mentre Del Nilo colpiva la vittima con il coltello, gli teneva ferme le braccia affinchè non potesse difendersi.

I gemelli Pierluigi e Massimiliano Scarlino e Maurizio, soprannominati “cioccia”, sono cugini del più noto pluripregiudicato Giuseppe Scarlino detto “Pippi Calamita”, ergastolano, capo del clan della s.c.u. operante in zona e paesi limitrofi, dedito al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, nonché a rapine ed estorsioni; i tre soggetti, così come emerso nel corso degli anni dalle numerose indagini, ne facevano parte, occupando un ruolo nel campo della detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

L’episodio accaduto la sera del 18 gennaio scorso è apparso anche agli occhi della popolazione locale un raid punitivo, con tanto di irruzione improvvisa nell'abitazione dei rumeni, aggrediti davanti agli occhi di altre persone, che per timore di rappresaglie hanno preferito dichiarare di non conoscere i personaggi: infatti, M.Q., pregiudicato, ha riferito di non aver avuto il tempo di vedere chi fossero gli aggressori, ma le dichiarazioni delle persone offese e dei testimoni lo smentiscono.

Pertanto, il comportamento M.Q., che conosce molto bene i soggetti in questione assieme ai quali talvolta è stato notato nei pressi di alcuni bar della zona, integra certamente il reato di favoreggiamento personale, avendo omesso di riferire al personale chi fossero gli autori della feroce aggressione, intralciando le indagini.

M.Q., subito dopo l’aggressione ai cittadini rumeni, nonostante le numerose chiazze di sangue presenti nella sua stanza, sebbene il personale operante intervenuto sul posto lo avesse avvisato di tenersi a disposizione, ha chiuso a chiave la porta della sua stanza e si è allontanato dalla scena del delitto, per farvi ritorno dopo circa tre ore, sollecitato dalla telefonata da parte del proprietario dell’abitazione che lo aveva informato che la Polizia lo stava cercando; tale comportamento ha intralciato per oltre tre ore il lavoro della Polizia Scientifica lì intervenuta per i dovuti rilievi tecnici.
Per tali motivi, quindi, è stato indagato per il reato di favoreggiamento personale.


Social:
OkNotizie
Segnala notizia


Link sponsorizzato
ULTIME NOTIZIE DI "CRONACA"
13 Luglio 2017 - Lecce

Lecce - Riparte il servizio operativo della Polizia Locale con il sistema di rilevazione elettronica delle infrazioni al Codice della Strada denominato...

07 Aprile 2017 - Gallipoli

Gallipoli - In merito alla vicenda giudiziaria che vede protagonisti i proprietari del Parco Gondar e presunti abusi edilizi, il presidente...

03 Aprile 2017 - Gallipoli

Gallipoli - Nuovo sequestro preventivo per il Parco Gondar di Gallipoli. Di seguito la nota ufficiale diffusa dallo Staff della struttura:"Con rammarico si...



  • Lascia un tuo commento... senza registrarti!
Nome (obbligatorio) E-mail (obbligatoria - non sarà pubblicata)
Testo del commento (obbligatorio)



Banner
Banner
Banner