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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 23 agosto 2017 - Ore 06:25

Autista prometteva lavoro in cambio di soldi

Autista prometteva lavoro in cambio di soldi

Veglie - I Carabinieri della Stazione di Veglie, in collaborazione con i colleghi dell'Aliquota Operativa di Campi Salentina, questa mattina hanno arrestato in flagranza di reato di truffa aggravata Raffaele Faggiano, nato a Salice Salentino nel 1960, residente a Veglie, coniugato, autista, incensurato. Nella giornata di ieri una ragazza di Veglie si è presentata in caserma, a Veglie, per denunciare di essere stata vittima di un tentativo di truffa: Faggiano, autista di una nota società di autotrasporti, le aveva prospettato la possibilità di essere assunta nella sua ditta dietro il pagamento di una somma di 2000 euro.

Avendo avuto sentore che, nei giorni precedenti, in altri comandi, erano state presentate già sei querele per truffe identiche, sempre ad opera dello stesso autore, i carabinieri di Veglie e di Campi nella giornata di ieri si sono diretti in Procura a Lecce per prospettare l'organizzazione di una trappola. In mattinata si è proceduto ad una consegna controllata di denaro, dopo aver raccolto la disponibilità della ragazza che aveva subito il tentativo di truffa. Quest'ultima nella serata di ieri ha contattato l'uomo dicendo che era pronta a consegnare una prima rata dei 2000 euro richiesti: 500 euro.

Faggiano ha così indicato, quindi, il bar dove stamattina, alle 07.30, si sarebbero dovuti incontrare per la consegna, a Veglie. Ovviamente, questa mattina, dopo aver fotocopiato le banconote, i carabinieri hanno circondato discretamente il bar. Ad un gesto della ragazza, precedentemente concordato per segnalare l'avvenuta consegna di denaro, i carabinieri hanno bloccato l'uomo, che in un primo momento si è difeso dicendo che si trattava di soldi in prestito.

Incalzato dalle domande però, subito dopo è crollato ed ha ammesso la truffa. La sorpresa più grande per i militari operanti, però, si è avuta a seguito della perquisizione dell'auto e dell'abitazione. Oltre i sei casi di truffa consumata già denunciati e quello di truffa tentata per cui si stava procedendo, dalle carte sequestrate sono emersi altri tredici casi di truffe consumate e non ancora denunciate. In totale, quindi, per almeno 19 volte Faggiano era riuscito a vendere un posto di lavoro. Le somme percepite variano da un massimo di 12.000 euro ad un minimo di 1.000, per cui, nell'attesa di sentire tutte le persone coinvolte si stima che l'ammontare totale delle somme truffate vada ben oltre i 50.000 euro.

Le vittime, tra cui molti giovani, sono di varia provenienza: Lecce, Porto Cesareo, Veglie, Salice, San Donaci, San Pancrazio Salentino. Per ognuna delle vittime di questa truffa sono state trovate, divisi in fascicoli nominativi, le foto tessera, le fotocopie dei documenti d'identità, le bozze dei contratti preliminari di assunzione, i certificati medici di idoneità al lavoro, tutta documentazione che FAGGIANO chiedeva per rendere più credibile la truffa. L'arresto di FAGGIANO è avvenuto perché si è configurata un'aggravante prevista dal secondo comma dell'art. 640 c.p., che scatta nel caso in cui il reato è stato commesso approfittando delle particolari circostanze in cui versano le persone truffate, tali da impedire loro la privata difesa. In altre parole, si è riconosciuto il particolare stato di necessità delle vittime, tale da abbassare notevolmente la soglia di percezione dell'affidabilità e della credibilità altrui.


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