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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 19 agosto 2017 - Ore 20:53

E se a presentare l'esposto non fosse stato Depardieu?

E se a presentare l'esposto non fosse stato Depardieu?

Lecce - Il blog dei cittadini del centro storico di Lecce ha diffuso la seguente nota:
"E se l’esposto per inquinamento acustico e disturbo alla quiete pubblica fosse stato presentato da uno dei tanti residenti o proprietari di appartamenti nel centro storico, da un turista qualsiasi, da una persona comune e non da un attore famoso? Avrebbe fatto tanto scalpore?
No. Anzi, probabilmente sarebbe stato ignorato continuando a far finta di nulla.

Quello che è successo invece, dato lo spessore mediatico del personaggio, è che in questi giorni si cerca di deviare l'attenzione perdendosi in analisi controverse sulla figura di Gerard Depardieu.

Eppure quanto denunciato da Gerard Depardieu nel periodo di Natale è già da tempo oggetto di un'istanza: l'Istanza per una legittima vivibilità del Centro Storico di questo Comitato spontaneo. Un'istanza portata avanti affinché si possa ripristinare e rispettare nel centro storico della città di Lecce il diritto al riposo, allo studio, al sonno, alla salute di quanti qui vivono o soggiornano.

Nel tempo sono state portate all'attenzione delle istituzioni le molte situazioni anomale di questo centro storico. Sono stati prodotti video, sono stati chiamati i vigili, la polizia, i carabinieri. Eppure nulla cambia e nulla si muove. Anzi: online e non solo continuano ad essere pubblicizzate "serate con dj" dalla "finestra più cool della città" per diffondere "la sua musica nell'aria".

Questo con buona pace di chi, nelle vie del Centro Storico, vorrebbe anche avere il diritto di fare altro. Riposare, oppure non riposare. Ascoltare la propria musica oppure guardare un film. Vivere a casa propria. Soggiornare in queste vie. Normale, no? Talmente normale che sarebbe perfettamente compatibile con la vivacità della nostra bella città, con i tanti ragazzi e le tante persone in giro per locali e per strada. Se però la movida fosse a norma. Se si rispettassero e venissero fatte rispettare norme di civiltà basilare e di buon senso.

E invece. LO RIBADIAMO: CHIEDIAMO IL DIRITTO AL RISPETTO DEI NOSTRI DIRITTI NEL RISPETTO DEI DIRITTI DI TUTTI. Noi - perché di tale tenore sono le repliche che ci vengono indirizzate - non siamo contro la movida ma siamo per la buona movida. La città vive e pulsa e il commercio porta benefici lavorativi e ambientali. Ben venga. Nel rispetto di tutti: la città e il commercio fiorirebbero anche senza discoteche a cielo aperto e senza ledere i diritti altrui, come dimostrano tanti locali del centro storico di Lecce e la maggior parte delle attività commerciali della città, dell'Italia e in generale dei paesi civilizzati.

Nè Lecce correrebbe il rischio di trasformarsi in un "convento" (altra replica "illuminata" che viene mossa), ma rientrerebbe semplicemente nella normalità e solo allora si potrebbe parlare di "città dell'accoglienza". Al momento, invece, la gente scappa.

Se tra tante voci che continuano a chiedere queste "banalità" c’è anche quella di un personaggio famoso che nella fattispecie ha dato dimostrazione di essere anche lui una persona come tutte le altre, con comunissime esigenze, ben venga!

Ci si preoccupa forse dell’impatto negativo per la candidatura di Lecce a "capitale della cultura europea 2019"? Beh! Non diciamo che è una tegola caduta dal cielo, perché il disagio dei cittadini non era affatto sconosciuto! È anzi da tempo talmente noto che, siamo certi, le istituzioni riusciranno finalmente a riportare Lecce tra le "capitali" della civiltà".



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