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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 18 agosto 2017 - Ore 18:17

Festeggiarono la salvezza del Lecce, 42 tifosi rischiano il Daspo

Festeggiarono la salvezza del Lecce, 42 tifosi rischiano il Daspo

Lecce - Festeggiarono la salvezza del Lecce in serie A e ora rischiano di essere puniti con il Daspo. Suscita perplessità il provvedimento adottato nei confronti di 42 tifosi giallorossi, "rei" di aver partecipato ad un corteo festoso in occasione della permanenza nella massima serie della propria squadra del cuore. L'ipotesi di reato formulata nei loro confronti è quella di manifestazione non autorizzata, motivo per il quale ai 42 supporters è stato inviato un verbale d'identificazione dagli agenti della Digos.

Il riferimento è al 15 Maggio 2011, quando il Lecce conquistò una vittoria per 2 a 0 nel derby contro il Bari, che valse la salvezza per il club salentino. Nel pomeriggio di quella gioiosa Domenica sportiva, i supporters giallorossi si ritrovarono per le vie del centro cittadino per caroselli e festeggiamenti di rito, immancabili ad ogni successo del Lecce (si pensi al classico bagno nella fontana di piazza Mazzini in occasione di ogni promozione o salvezza ottenute dalla squadra giallorossa). Tra le varie manifestazioni di giubilo, un corteo di tifosi partì da porta Napoli per raggiungere piazza S.Oronzo e concludere il proprio percorso nell'anfiteatro, altro luogo-simbolo del tifo salentino e tradizionalmente utilizzato per i coloratissimi festeggiamenti della tifoseria leccese. Un corteo pacifico, semmai alquanto "chiassoso", espressione di quel momento di gioia e allegria.

Per quell'esultanza, 42 tifosi adesso rischiano di dover subire una misura di carattere penale. Una decisione che suscita sconcerto e che viene criticata da molti. Tra questi anche il sindaco Paolo Perrone, che ha dichiarato sul proprio profilo FacebooK: "Fermo restando che sono contrarissimo alla violenza e alle manifestazioni stupide del tifo, mi sorprendono i provvedimenti contro 42 tifosi del Lecce per la festa post-derby del maggio 2011, se il punto è solo quello di aver partecipato a una manifestazione non autorizzata. E al Mondiale allora come faremo?".

Accanto ai tifosi scende in campo anche l'assessore Alessandro Delli Noci, che ha dichiarato: "I festeggiamenti per la propria squadra del cuore rappresentano i momenti più belli del calcio. La vittoria nel derby di Bari del 15 maggio 2011 e la conseguente salvezza conquistata con merito quel giorno al S. Nicola fanno già parte, a pieno titolo, della storia della squadra giallorossa. Peraltro, non si riesce a comprendere come avrebbero potuto i tifosi chiedere preventivamente l’autorizzazione allo svolgimento di una manifestazione senza sapere quale esito avrebbe avuto la gara. Insomma, questa vicenda è a dir poco singolare e necessita di un ripensamento.
Così facendo, infatti, si finisce per colpire al cuore i tifosi e un’intera città che da sempre vive di slanci e di passioni per la squadra giallorossa".


Sulla vicenda, ha voluto dire la propria anche il consigliere regionale Saverio Congedo che ha dichiarato: "Premetto che non conosco le carte – avverte Congedo – ma sono francamente sorpreso per i possibili provvedimenti che riguarderebbero una quarantina di tifosi del Lecce che parteciparono alla festa in città dopo la vittoria del derby di Bari a maggio 2011. Ho un ricordo personale di quella giornata: tornavo da Bari (dove peraltro fummo vittime di un tentativo di aggressione e bersagliati con lancio di pietre e oggetti) e ricordo con piacere l’attesa del pullman della squadra davanti all’Hotel Tiziano e il carosello spontaneo di persone, anche di intere famiglie con bambini, per le vie della città, che fu apparentemente pacifico, gioioso e senza eccessi. Una gioia legittima quella di tutti i tifosi giallorossi, per una vittoria dai significati e dall’importanza che allora apparvero eccezionali: vittoria nel derby a Bari e permanenza in serie A. Ribadisco che la mia ricostruzione è basata solo sul ricordo personale che ho di quella giornata, non dalla lettura degli atti delle forze dell’ordine. Ma sembrerebbe un provvedimento singolare, che potrebbe addirittura dare vita a un precedente pericoloso, se consideriamo a quante manifestazioni improvvisate assistiamo e assisteremo ogni giorno, come i cortei di operai o disoccupati disperati, di flash-mob nelle piazze, persino - conclude Erio Congedo - a festeggiamenti per le vittorie tricolori dei Mondiali".

Matteo Sbenaglia


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