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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 19 ottobre 2017 - Ore 02:12

Appalti truccati: bufera sulla Asl di Brindisi, 22 arresti

Appalti truccati: bufera sulla Asl di Brindisi, 22 arresti

Brindisi - Finiscono nel mirino degli inquirenti gli uffici della Asl di Brindisi. Le misure sono a carico di cinque funzionari dell'azienda e 17 imprenditori. Per la Procura sarebbero almeno 19 le gare truccate, per il valore di 23 milioni di euro. Uno dei destinatari della misura è morto nel corso delle indagini. 11 arrestati sono stati portati in carcere, gli altri ai domiciliari. Fra loro il consigliere comunale Antonio Ferrari, ex Udc oggi capogruppo del Centro democratico. Tutti gli indagati ammontano invece a 133.

La società Toshiba medical systems srl, fornitrice di quattro Tac per gli ospedali di brindisi, ha idenunciato di avere ricevuto sollecitazioni in merito alle nomine di un architetto con funzione di direttore dei lavori e di un ingegnere nel ruolo di coordinatore per la sicurezza. Nell'avviso di garanzia si legge "I professionisti avanzavano richieste di denaro fuori appalto, non giustificate né dovute in base al disciplinare di gara che, invece, prevedeva una somma omnicomprensiva da corrispondersi all’impresa aggiudicataria all’esito dell’appalto ricomprese anche le spese relative ai compensi dei professionisti".

"Dalle indagini espletate è emerso altresì che i citati professionisti si rifiutano di perfezionare il collaudo tecnico-amministrativo relativo all'appalto, nonostante le Tac siano già in uso e funzionanti fino a che il Raggruppamento temporaneo di imprese non avrà soddisfatto le loro pretese. Di tale atteggiamentoi funzionari pubblici Vincenzo Corso (dirigente dell'area tecnica della Asl) e Pisani (uno stretto collaboratore) risultano informati, anzi i citati professionisti sono considerati particolarmente vicini alla amministrazione appaltante".

Tra gli indagati due leccesi, ora in carcere: Vittorio Marra 68enne e Adolfo Rizzo 43enne, amministratori della Re.Vi. Srl di Surbo.

Sono stati arrestati inoltre: Emilio Piliego, 44enne di Brindisi, Antonio Ferrari, di Brindisi, Cesarino Perrone, 68enne di Brindisi, Antonio Camassa, 52enne di Brindisi, Giuseppe Rossetti, 50enne di Torre Santa Susanna, Tommaso Vigneri, 53enne di Bari, Vincenzo Corso, 60enne di Brindisi, Giovanni Borromeo, 54enne di Brindisi, Roberto Braga, 48enne di Brindisi.
Sono finiti ai domiciliari: Grazia Cito, 43enne di Ostuni, Daniele Di Campi, 53enne di Brindisi, Francesco Perrino, 52enne di Brindisi, Salvatore Perrino, 85enne di Brindisi, Ivo Grifoni, 39enne di Bergamo, Armando Mautarelli, 58enne di Brindisi, Gianluca Pisani, 42enne di Brindisi, Giovanni De Nuzzo, 68enne di Brindisi, Mauro De Feudis, di Manfredonia, Claudio Annese, di Bari, Cosimo Bagnato, di Brindisi.

Rodolfo Rollo, 52enne di Cavallino, Antonio Perrino, 45enne di Novoli sono indagati a piede libero.


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Commenti inseriti
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mario - 12/11/2013
Se si scavasse un po nelle varie ASL ci si accorgerebbe che la corruzione lo fa da padrona,non
dimentichiamo che le ASL come d'altronde l vari enti provinciali sono stati serbatoi occupazionali
dei vari politici di turno, il loro comportamento specialmente nei controlli mettono in difficoltà
chiunque ,rallentano volutamente ed intenzionalmente i lavori di tutte le costruzioni di loro
competenza, inccappare nel loro mani significa perdere mesi e mesi di tempo che per
un imprenditore è vitale.Per rendersi conto di ciò è sufficiente fare una breve indagine sui
malcapitati che hanno dovuto aver bisogno dell'agibilità per negozi e opifici varii.
La politica dovrebbe per una moralità pubblica ormai inesistente occuparsi soprattutto
di queste cose, è questa la burocrazia che bisogna combattere.......


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