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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 18 agosto 2017 - Ore 12:46

Taranto, blitz antimafia. Decapitato il Clan Scarci

Taranto, blitz antimafia. Decapitato il Clan Scarci

Taranto - Dovranno rispondere a vario titolo di associazione mafiosa, porto e detenzione illegale di armi ed esplosivi, estorsione, usura, intestazione fittizia di beni, atti di concorrenza con violenza e minaccia, pesca di frodo con esplosivi, tutti reati commessi avvalendosi del potere di intimidazione dell'associazione mafiosa. Queste le accuse a carico di dodici presunti affiliati al clan Scarci della Salinella,  uno dei sodalizi storici della mala tarantina

La Polizia all'alba di ieri  ha eseguito 11 delle 12 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Lecce, Antonia Martalò, su richiesta del pm della Direzione investigativa antimafia, Giorgio Lino Bruno. Tra i nomi dei personaggi noti agli onori della cronaca spiccherebbe quello della ballerina di "Amici" di Maria De Filippi, nonché nipote del noto boss Franco Scarci,  Marianna, che figurerebbe come amministratrice di un lido balneare di Scanzano Jonico ( MT) " Lo Squalo beach" che al momento risulta vagliato dagli inquirenti.  In carcere, nell'ambito dell'operazione "Octopus", il boss Franco Scarci, Giuseppe Scarci, Andrea Scarci, Michele Attollino, Maurizio Petracca, Salvatore Viviano, Piero Motolese, Giuseppe Caligine, Nicola Sibilla, Salvatore Scarci, Giovanni Perniscono e Luciano Scarci. Altre sette persone sono indagate in stato di libertà. Sotto sequestro preventivo sono finiti due chioschi bar situati nello stadio di Taranto ( di proprietà dell'amministrazione comunale) , un magazzino che probabilmente era la base per la commercializzazione di prodotti ittici, situato in via Cariati in Città Vecchia e lo stabilimento balneare citato pocanzi. Tutto per un valore complessivo di 200mila euro. E' stata accertata la disponibilità da parte del sodalizio non solo di diverse armi da fuoco, ma anche di esplosivo, ad elevato potenziale, in quantità rilevanti, come i 50 chilogrammi di GOMA 2 ECO (esplosivo detonante di fabbricazione spagnola). Dagli accertamenti sarebbe emerso il frequente utilizzo di ordigni artigianali per la pratica della pesca di frodo nelle acque di Lido Azzurro e soprattutto di Scanzano Jonico (MT), attività nella quale risultava coinvolto l’intero gruppo familiare. I provvedimenti eseguiti concludono una complessa indagine, avviata dalla Squadra Mobile di Taranto nel febbraio del 2009 a carico di un’autonoma organizzazione criminale facente capo al boss Franco Scarci, già condannato, nei maxiprocessi Ellesponto, per associazione mafiosa e detenzione illegale ed importazione di cocaina, e Cahors, ancora per associazione mafiosa, quale capo dell’omonimo clan. Il capoclan tarantino Franco Scarci avrebbe cercato ma senza riuscirci  di entrare a far parte, come finanziatore, della società del Taranto Calcio. Il tentativo di Scarci non sarebbe riuscito perché gli imprenditori D'Addario, dirigenti della società calcistica, pur avendo subito un tentativo di estorsione, rifiutarono la richiesta. Il boss si appropriò di una Range Rover da 50mila euro dell'autosalone di D'Addario, che denunciarono l'episodio. E sempre i patron della squadra più volte avevano sollevato delle perplessità sulla gestione dei chioschi interni allo stadio comunale. L’attività investigativa ha rivelato come, negli ultimi due anni, il quadro delinquenziale riferibile alla città di Taranto sarebbe stato caratterizzato dall’escalation del ricostituito clan Scarci verso posizioni di assoluta egemonia criminale che, senza dover necessariamente ricorrere ad esplicite manifestazioni di forza, si sarebbe imposto sul resto dell’ambiente delinquenziale locale. La principale attività del sodalizzo mafioso risulterebbe essere rivolta ad un prepotente inserimento nel commercio ittico.  Nell’odierna operazione sono stati impiegati complessivamente circa 100 unità della Polizia di Stato appartenenti alle Questure di Taranto e Matera, ed alla Sezione della Polizia Stradale di Taranto ed al Reparto Prevenzione Crimine “Puglia”. Alla conferenza stampa erano presenti il procuratore della distrettuale antimafia di Lecce Cataldo Motta e il pm Lino Bruno per illustrare i particolari dell'operazione con la quale gli investigatori ritengono di aver smantellato il clan tarantino Scarci. All'incontro hanno partecipato anche il questore di Taranto, Enzo Mangini, e il capo della squadra mobile della questura tarantina, Fabio Abis.

Antonello Corigliano


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