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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 18 agosto 2017 - Ore 07:08

Gemelli Quarta scrivono al Papa: "Curateci o lasciateci morire"

Gemelli Quarta scrivono al Papa: "Curateci o lasciateci morire"

Lizzanello - "Chi ci ha privato della nostra dignità di vita in nessun modo può toglierci la possibilità di morire dignitosamente. Vogliamo che vengano staccate tutte le macchine che ci tengano in vita così da poter alleviare le nostre sofferenze e quelle dei nostri genitori". Comincia così l'accorata lettera dai gemelli Sergio e Marco Quarta, di 34 anni, di Merine, affetti dall’età di 10 anni dalla sindrome di Duchenne, malattia che li costringe a passare le loro giornate da anni stesi in un letto e tracheostomizzati. Per i gemelli Quarta, l'unica possibilità di comunicare è costituita da un puntatore ottico e riescono ad avere contatti con il mondo grazie ai social network. Questa volta, il loro appello è rivolto a Papa Francesco.

"Noi abbiamo bisogno di costante assistenza, giorno e notte che ci viene assicurata da operatori sanitari e dai nostri genitori. Nostro padre è stato costretto a rinunciare al proprio lavoro a causa della nostra condizione e viviamo con l’aiuto delle nostre rendite mensili. A detta delle istituzioni sarebbero state stanziate in nostro favore somme di denaro sotto forma di assegno di cura che sarebbero servite ad alleviare le nostre sofferenze e quelle dei nostri genitori ma a tutt'oggi noi di questi soldi non abbiamo visto l’ombra. Nostro padre in passato ha presentato denuncia alla guardia di finanza e ad un magistrato affinchè si potesse far luce sulla destinazione di questi soldi ma siamo venuti a sapere che le indagini non sono arrivate a nessuna conclusione e il caso è stato archiviato".

Già qualche settimana fa i due fratelli avevano scritto un altro disperato appello alle istituzioni, ma nonostante l'attenzione sollevata sul caso, la loro situazione è rimasta invariata e le loro richieste inascoltate.

"Anche se in molti si sono occupati di noi, giornalisti che noi ringraziamo di vero cuore, - ha dichiarato il padre Antonio Quarta - nulla è cambiato: noi siamo sempre nella stessa situazione. Marco e Sergio hanno bisogno di tutto e occorrono soldi così come i miei figli chiedono che qualche luminare della medicina si occupi del loro caso. Non abbiamo avuto notizie, ad esempio, malgrado le promesse dell’assessore regionale al Welfare, dell’assegno personalizzato che aspettiamo dal 2010. Marco e Sergio hanno bisogno di tutto e occorrono soldi: mi è arrivata una bolletta per il pagamento del metano di 2.000 euro, il consumo è elevato proprio a causa delle necessità dei ragazzi (ambiente caldo, elettricità per i macchinari che li tengono in vita). Chi pagherà questa bolletta? Io non ho soldi. Così come i miei figli chiedono che qualche luminare della medicina si occupi del loro caso. Noi chiediamo che uno dei tanti grandi esperti di questa terribile malattia possa venire a trovarci e aiutare me e mia moglie a rendere meno dolorosa la vita dei nostri ragazzi: lo so, chiediamo un miracolo. Chissà che questo miracolo possa farlo Papa Francesco".


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