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Quotidiano Lecce, Salento

- Martedì, 22 agosto 2017 - Ore 01:51

Iva: l’aumento tocca il 60-70% dei consumi delle famiglie

Iva: l’aumento tocca il 60-70% dei consumi delle famiglie

Taranto - La Cia torna sul paventato innalzamento dell’aliquota al 22% dal primo ottobre: è una fase critica per il Paese, con 16 milioni di famiglie costrette a tagliare anche sul cibo. Alzare l’Iva vuol dire mettere a rischio più di 25 mila piccole imprese.

Il paventato aumento dell’Iva a partire dal primo ottobre è profondamente sbagliato. Perché l’innalzamento di un punto percentuale dell’imposta andrebbe a coinvolgere circa il 60-70 per cento dei consumi delle famiglie, con un ulteriore effetto depressivo su imprese e cittadini. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.
In una fase come quella attuale, con i consumi stimati in calo del 2,2 per cento nella media del 2013 (dopo un crollo del 4,3 per cento nel 2012) e più di 16 milioni di famiglie costrette a “tagliare” perfino su cibo e sanità per colpa della crisi -sottolinea la Cia- il passaggio dell’Iva dal 21 al 22 per cento avrebbe conseguenze drammatiche, toccando la maggioranza delle voci del bilancio familiare: dall’abbigliamento al pieno di benzina, dal vino agli elettrodomestici per la casa, dal computer alle parcelle dei liberi professionisti.
Soltanto per il capitolo “cibo e bevande” -ricorda la Cia- il rialzo dell’Iva si potrebbe tradurre a fine anno in un calo aggiuntivo dell’1,5 per cento sui consumi alimentari, già sottoterra. Senza contare le conseguenze sugli esercizi commerciali, con le vendite nei supermercati e nei negozi di quartiere crollate rispettivamente del 2 per cento e del 4,1 per cento nel primo semestre dell’anno e oltre 25 mila piccole imprese a rischio chiusura.



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Commenti inseriti
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mario - 19/09/2013
Tasse sempre tasse.
Non se ne può più, i polici di destra e sinistra restano al palo, si preoccupano solo dei loro stipendi e poltrone.
Tutti lo sanno che l'aumento dell'iva comporta un aumento di quasi tutto, specialmente per il sud che trasporta tutto
e su rotaie .Vendola si diletta con i problemi ambientali forse anche giusti,ma dovrebbe
interessarsi anche dell'agricoltura della sua regione che non crea più lavoro e reddito ,visto che nei nostri porti la navi
commerciali che arrivano sono più di quelle che partono "importazioni /esportazioni".Dovrebbe interessarsi di più
della spesa pubblica della sua regione, le gabelle continuano ad aumentare ed i servizi diventano sempre più scarsi.
Il sud ha sempre fatto la parte della cenerentola nel parlamento Italiano, la Puglia è una grande regione è dobbiamo
contare di più, dobbiamo noi programmarci il nostro futuro ed incominciare a guardarci intorno
per ravvivare il commercio con i paesi che ci sono più vicini, per il nord esiste solo il problema del nord, mentre
quello meridionale dobbiamo risolverlo da soli, magari con nuova grande emigrazione stile quella del 60.


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