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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 17 agosto 2017 - Ore 11:58

Ennesimo caso di abusivismo edilizio, sigilli al lido "Capestro"

Ennesimo caso di abusivismo edilizio, sigilli al lido "Capestro"

Porto Cesareo - E' una pedana in legno di circa 200 mq, più ampia di quanto dichiarato in anni precedenti, alle autorità competenti.
Insomma, c’erano le condizioni perché per il “Capestro”, lido attivo a Porto Cesareo lungo la Via dei Bacini, scattassero misure giudiziarie.

Anche in piena estate, a sottolineare indirettamente quanto resti alta l’attenzione sulla questione dell’abusivismo anche edilizio nella località ionica.
Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lecce, Alcide Maritati, ha deciso dunque che per al “Capestro” fossero apposti i sigilli delle Forze di Polizia, mentre prosegue un’indagine che è cominciata già da tempo.

Gli accertamenti esperiti inizialmente da un pool interforze, costituito dal personale locale di Carabinieri, Marina Militare e Polizia Municipale, avevano fatto sorgere dubbi sulla liceità di strutture realizzate appunto nel suddetto stabilimento.
Attenzione puntata, in particolare, su un chiosco adibito a vendita di generi da bar e sulla ampia pedana che lo circonda.

Secondo la documentazione acquisita nel tempo degli accertatori, l’ultima autorizzazione edificatoria risaliva al 2010 e, pertanto, era da considerarsi non più vigente.
In più, come detto, la casupola risultava di alcuni metriquadri più piccola di quanto consentito in quell’autorizzazione stagionale, senza che peraltro la variazione fosse stata comunicata e a sua volta autorizzata.

Quanto alla pedana, gli elementi raccolti parlavano di una struttura di ben 136 mq superiore a quella formalmente autorizzata.
Insomma, una situazione tale da configurare reati ai sensi della disciplina edilizia (D.P.R. 380/2011) e paesaggistica (Decreto Legislativo 42/2004), essendo state realizzate opere in assenza di permessi di costruire e di adeguate autorizzazioni paesaggistiche.
Ne è conseguita una denuncia congiunta alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce, per le conseguenti valutazioni e iniziative.

Investito della questione, il Giudice ha così considerato che le stesse caratteristiche intrinseche e funzionali di quei beni (realizzati in “assenza di qualsivoglia titolo autorizzatorio valido ed efficace”, come si legge nella motivazione della sua decisione), unita alla perdurante disponibilità da parte dei titolari del lido e al conseguente utilizzo nella stagione estiva, potessero aggravare le conseguenze del reato.

Di qui l’emissione di un decreto di sequestro preventivo.
Ieri, l’attuazione, con l’apposizione dei sigilli al complesso da parte di Carabinieri, Marina Militare e Polizia Municipale.


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