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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 18 agosto 2017 - Ore 11:01

Fabrizio Miccoli in lacrime: "Io non sono un mafioso"

Fabrizio Miccoli in lacrime: "Io non sono un mafioso"

Italia - Dopo un lungo lungo pomeriggio di ieri, durante il quale il bomber rosanero ha risposto per oltre 5 ore alle domande dei pm, questa mattina Fabrizio Miccoli, visibilmente commosso, ha raccontato la sua versione dei fatti in conferenza stampa.

Miccoli è accusato di concorso in estorsione ed accesso abusivo al sistema informatico. Secondo l’accusa avrebbe chiesto l’aiuto di Marco Lauricella, figlio del boss mafioso della Kalza per recuperare delle somme di denaro da alcuni creditori. Il giocatore è finito, però, nell’occhio del ciclone anche per alcune dichiarazioni intercettate, dove avrebbe utilizzato il termine "fango" accostato alla figura del giudice Falcone.

"Da tre giorni non riesco a dormire per tutto quello che è uscito. Sono stato in campo a testimoniare per Falcone e per tutte le vittime di mafia. Sono qui per prendermi le mie responsabilità, per chiedere scusa alla città di Palermo, alla mia famiglia. Da 20 anni faccio questo lavoro e sono un padre di famiglia". Ha esordito con queste parole il bomber.
E ancora: "Ho già contattato la signora Maria Falcone che mi ha detto delle bellissime parole e che bastava chiedere scusa alla città per accettare le mie. Le ho detto che spero che lei mi dia l’opportunità di essere presente all’interno delle associazioni e di portare avanti qualcosa in comune".

"Lo dimostrerò con i fatti: io non sono un mafioso. Sono contento di essere stato interrogato, una volta per tutte, per dire chi sono io, che persona sono. Per quanto riguarda le intercettazioni, sono cose che escono, fa parte del gioco. La mia opinione su questo conta poco".

"Ringrazio Buffon, lo conosco da una vita e mi è stato vicino. Per il mio lavoro non temo niente, mi prenderò quello che verrà con la massima serietà e deciderò con calma. Spero che questa storia finisca il prima possibile". Ha detto ancora Miccoli. (Buffon ha difeso l'attaccante).

"Da quando sono a Palermo sono andato tre volte in discoteca, a campionato finito, poi ho sempre cercato di allenarmi e fare il professionista. Andavo al ristorante, a pesca, con agenti della Digos, ho frequentato tutti, mai senza secondi fini. Il Tenente Onorato, dove ci alleniamo, è un campo militare e non entra nessuno. Mi riferivo a questo quando nelle intercettazioni dicevo di non venire al campo".
"Non chiedo di perdonarmi subito, ma più avanti con quello che farò, spero possiate ricredervi".

Riguardo ai rapporto con Maurizio Zamparini, presidente del Palermo ha dichiarato: "Mi dispiace per come è finita, lui mi conosce. Quest’anno io e lui abbiamo fatto come moglie e marito, se avessimo parlato di più, le cose potevano essere diverse. Alla fine devo trarre le conclusioni di questi sei anni, devo solo ringraziarlo, perché mi ha dato la possibilità di far parte di una grande squadra e di conoscere una grande città. Non ho nulla nei suoi confronti".

Riguardo all’iniziativa organizzata da alcuni tifosi che deporranno una maglietta rosanero sotto l’albero dedicato a Giovanni Falcone ha detto: "Ho pensato anche di andare e portare la mia maglia, ma in questo momento il gesto verrebbe anche strumentalizzato. Ripeto, spero di potere fare altro in futuro con la signora Maria".

"Ho sentito Gattuso, ritengo che sia una persona eccezionale, lo conosco da 10 anni e gli auguro possa portare il Palermo in serie A". Queste le parole con cui ha concluso la conferenza.

Non si è fatta attendere la risposta di Maria falcone che ha dichiarato invece: "Non ho parlato con Fabrizio Miccoli. So che voleva parlarmi, ma non c’è stato alcun incontro. Le scuse non deve chiederle a me, deve chiederle a Giovanni, che purtroppo non c’è più, ai siciliani, alla città di Palermo, a tutti i palermitani ed ai tifosi che ha deluso. Sono stata contattata per interposta persona ma non ho parlato con Miccoli perchè stavo partendo per Parigi, dove mi trovo adesso. In giornatafarò un comunicato. Tuttavia questa vicenda ha avuto degli effetti positivi. In questi giorni abbiamo assistito ad una reazione del popolo di internet e dei tifosi che fa ben sperare. Ringrazio tutti, specialmente i tifosi siciliani. La società civile palermitana è cambiata".

La Redazione


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