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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 18 agosto 2017 - Ore 14:37

Ilva: i cittadini di Taranto scrivono a Giorgio Napolitano

Ilva: i cittadini di Taranto scrivono a Giorgio Napolitano

Taranto - Di seguito l'accorata lettera con la quale i cittadini di Taranto si sono rivolti al Presidente della Repubblica Girogio Napolitano "Ill. Presidente On. G. Napolitano

Siamo cittadini di Taranto, una città che ha smesso di credere nello Stato dopo l’approvazione della legge Salva- Ilva. Abbiamo amaramente compreso che sul nostro dramma si sono dette tante bugie e che ancora oggi si prova a prenderci in giro, con delle leggi che non salvaguardano nulla, se non le tasche dei soliti noti. Proprio ieri il dott. Ferrante, insieme ad altri personaggi, è stato indagato per gravissimi reati ambientali, come disposto dall’unica donna che ha avuto il coraggio di proteggere i nostri figli:

“Emissioni cospicue nell’area dei rottami ferrosi; sversamento delle scorie liquide di acciaieria sul terreno non pavimentato; rilascio di sostanze tossiche dovute allo “slopping” e al “sovradosaggio ossigeno” frequenti emergenze all’acciaieria, ai rottami e agli altoforni, per le emissioni vaste e prolungate convogliate e diffuse; inadeguata manutenzione dei sistemi di recupero del gas in torcia ai convertitori; mancata comunicazione alle autorità delle gravi conseguenze degli incidenti; costante smaltimento di emissioni gassose equivalenti a rifiuti attraverso i sistemi di emergenza; scarico di rifiuti liquidi nel deposito fossili, immettendo inquinanti dal suolo non pavimentato alla falda superficiale e al mare; recupero di fanghi contaminati da diossine, furani e idrocarburi policiclici aromatici, o dei liquami derivati dalla pulizia dei nastri trasportatori, nel processo di sinterizzazione; l’incredibile smaltimento di polvere di catrame e fanghi attivi, oltre che di loppa nei forni delle cokerie; miscelazione illegale di catrame con benzolo e naftalene, col doppio vantaggio di venderla e risparmiare le spese di smaltimento di rifiuti speciali; attuazione di vere discariche abusive di rifiuti pericolosi e di pneumatici su suoli non impermeabilizzati, nelle acque superficiali e sotterranee; scarichi di acque reflue industriali pericolose, oltre che nelle aree industriali, “in tutte le superfici esterne destinate a residenze e servizi, nelle strade, piste, rampe, piazzali” e così via. Le cokerie, che già sono, con l’agglomerazione, il reparto siderurgico più nocivo, vengono abitualmente adibite a immondezzai di incenerimento di solfuri, scaglie di laminazione, fanghi di depurazione delle polveri di desolforazione ” (cit Adriano Sofri articolo di Repubblica 25.05.2013)

Questi i capi di imputazione che forse le sono sfuggiti. Al livello ministeriale e governativo c’è stato un accordo trasversale mirato a salvare gli interessi nazionali, autorizzando ancora per tre anni la produzione e consentendo, di fatto, lo sversamento delle sostanze sulla città e sui cittadini, mettendo la cittadinanza sull’altare, come un agnello sacrificale. Le vorremmo ricordare che lo studio S.E.N.T.I.E.R.I. ha stabilito che ogni mese circa 3 persone muoiono di neoplasie, per non considerare le altre morti per malattie collegate all’inquinamento, ed in mezzo a questa mattanza, ci sono vittime innocenti come bambini e madri che allattano neonati. La scelta fatta di comprimere il diritto alla salute a favore del diritto al lavoro, non lo riteniamo giusto, perché è la sospensione di un diritto incomprimibile, la vita.

La domanda che sorge spontanea è: Quanto orrore è possibile accettare per salvare la politica dalle sue responsabilità?

In questi giorni è stato un crescendo di arresti illustri, personaggi che hanno svenduto la nostra terra e la nostra vita per non si sa per quanti denari o per un equivalente in potere: le teste cadono e la verità emerge. E’ di ieri la notizia che il suo ultimo interlocutore, Don Ferrante, è stato indagato per i reati sopra elencati, l’ex Prefetto di ferro, è stato sciolto e sacrificato nell’altoforno sull’altare della produzione d’acciaio, questo avvenimento, conferma la nostra tesi: chi si avvicina ai Riva corre grossi rischi, in termini di credibilità e di addossamento di responsabilità gravissime.

Taranto ha un grave problema di ordine sanitario, messo in luce dal rapporto S.E.N.T.I.E.R.I. e le gravi responsabilità della politica, la grande paura di perdere l’elettorato votato alla fiducia grazie alle raccomandazioni per il posto, e il giro di tangenti e concussioni messe in luce dalla Procura, fanno di Taranto una vittima di ingiustizie senza fine. In ultimo, l’incapacità tutta italiana di finanziare, non a parole, ma concretamente le bonifiche e di avviarle seriamente, non di nascondere la polvere sotto il tappeto. L’avvio reale delle bonifiche, a spesa di chi ha inquinato, oltre che offrire posti di lavoro, renderebbe giustizia ad un luogo paradisiaco, stuprato, dileggiato e preso in giro da molti e soprattutto da coloro che ci dovrebbero tutelare e difendere come cittadini italiani.

Per non dilungarci oltre, Le chiediamo Verità per Taranto: In nome della trasparenza e della salvaguardia della salute, quali sono state le conclusioni tratte dal colloquio in seguito all’incontro, avuto con l’ex Prefetto Ferrante? quali sono state le conclusioni?".



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