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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 22 novembre 2017 - Ore 02:57

Processo Scazzi: la sentenza. Condanne per Misseri, Sabrina e Cosima

Processo Scazzi: la sentenza. Condanne per Misseri, Sabrina e Cosima

Taranto - Era il 10 gennaio del 2012 quando dinanzi alla Corte d'Assise di Taranto si aprì il processo per la morte della piccola Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana, strozzata e gettata in un pozzo in Contrada Mosca, il 26 Agosto del 2010.

Oggi, a distanza di 15 mesi dall'inizio del processo di primo grado, è arrivata la sentenza, dopo 4 giorni di camera di consiglio. Rimbomba per 9 volte la parola colpevole per i nove imputati, protagonisti delle 52 udienze che tra smentite e colpi di scena, sono arrivate alle battute finali. Il verdetto della Corte di Assise ha accolto le richieste della Procura di Taranto.

Cosima Serrano e sua figlia Sabrina Misseri accusate di omicidio volontario e soppressione di cadavere, sono state condannate all'ergastolo. Per di più le due donne sono state condannate a sei mesi d'isolamento diurno e a tre anni di libertà vigilata dopo la conclusione della misura restrittiva.

Otto anni di reclusione la pena inflitta a Michele Misseri reo di aver occultato il cadavere della piccola Sarah, gettandolo in un pozzo in Contrada Mosca.

Sei anni di reclusione a testa per Carmine Misseri e Cosimo Cosma, fratello e nipote di Michele, che per l'accusa lo avrebbero aiutato a nascondere il corpo di Sarah.

Un anno ad Antonio Colazzo e Cosima Prudenzano, 1 anno e 4 mesi per Giuseppe Nigro.

Interdizione dalla professione di avvocato per la durata della condanna pari a due anni, è la condanna che dovrà scontare l'avvocato Vito Russo, ex difensore di Sabrina Misseri, che risponde di intralcio alla giustizia e favoreggiamento personale.

Tutti gli imputati inoltre dovranno provvedere al pagamento delle spese processuali ed al mantenimento in carcere. Il comune di Avetrana costituitosi parte civile assieme alla famiglia Scazzi, dovrà essere risarcito. La somma verrà discussa in separata sede. Inoltre gli imputati dovranno provvedere a pagare una provvisionale solidale che ammonta a 50 mila euro per la madre ed il padre delle piccola Sarah e 30 mila per il fratello.

La Redazione


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