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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 23 novembre 2017 - Ore 00:42

Chiedeva l'elemosina nel cimitero. Denunciato nigeriano

Chiedeva l'elemosina nel cimitero. Denunciato nigeriano

Lecce - Alle ore 08:50 di ieri, il personale dell’Ufficio Volanti è intervenuto all’interno del locale cimitero, dove era stata segnalata la presenza di un cittadino extracomunitario che molestava le persone chiedendo insistentemente denaro. Nei giorni scorsi vi erano state analoghe segnalazioni ai danni soprattutto di signore anziane, ma l’uomo non era mai stato rintracciato.

Questa volta, dopo una prima ricerca all’interno del cimitero, veniva notato uno straniero che girovagava tra le cappelle. Sottoposto al controllo, l’extracomunitario ha dichiarato agli agenti di trovarsi lì per effettuare dei lavori, ma non ha saputo specificare quali e per conto di quale ditta e, alla richiesta di esibire i documenti ed il permesso di soggiorno ha iniziato a tergiversare dicendo di averli presso un “campo per immigrati” del quale non sapeva fornire indicazioni. Si rendeva pertanto necessario accompagnarlo in Questura per procedere alla sua identificazione.

All’invito a salire a bordo dell’auto di servizio, lo straniero ha cercato di scappare..

Immediatamente circondato dagli agenti, al fine di divincolarsi ha iniziato a colpirli con calci e pugni e, una volta bloccato, è stato condotto in Questura dove ha cercato di opporsi al foto segnalamento.

Fingendo di sentirsi male si è accasciato per terra. Gli agenti così hanno allertato il personale del 118 che ha constato il buono stato di salute del giovane e l’assenza di lesioni di qualunque tipo. Grazie, anche, alla mediazione del personale sanitario il fermato è stato identificato per O.O. nato in Nigeria il 21.05.1986.

Al termine dell’intervento è stato denunciato in stato di libertà per resistenza e violenza a pubblico Ufficiale, rifiuto di declinare le proprie generalità e per non aver ottemperato, senza giustificato motivo, all’ordine di esibire il passaporto o altro documento di identificazione e del permesso di soggiorno.

Denuncia che O.O. poteva risparmiarsi dal momento che al termine di tutti gli accertamenti emergeva che l’uomo era in possesso di un permesso di soggiorno valido fino a dicembre del 2013.


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