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Quotidiano Lecce, Salento

- Domenica, 20 agosto 2017 - Ore 19:30

Due militari salentini malati di cancro a causa dell'uranio impoverito.

Due militari salentini malati di cancro a causa dell'uranio impoverito.

Lecce - L'Associazione Vittime Uranio e l’Associazione ruolo d’onore Carlo Calcagni, tramite il portale vittimeuranio.com, hanno fatto sapere di due nuovi casi di vittime dell'uranio impoverito. Si tratta di due militari dell'Esercito della provincia di Lecce, di 24 e 28 anni, che dal momento del rientro da un'operazione nei Balcani stanno lottando contro il cancro.

I due militari hanno, da tempo, inoltrato le richieste per il riconoscimento della causa di servizio, ma non hanno ancora ottenuto risposta.

Attende ancora una risposta anche la famiglia di un maresciallo dei carabinieri, prosegue l'articolo riportato sul sito, il quale è deceduto un anno fa a causa di un cancro sorto dopo aver prestato servizio in Bosnia.

Francesco Palese, curatore del portale, afferma inoltre: " Tutto questo mentre si fa sempre più tortuoso il percorso per l’ottenimento dei benefici previsti dal Dpr 37/2009 e si rischia concretamente di perdere oltre 24 milioni sui 30 che la legge finanziaria del 2008 aveva destinato alle vittime. Questo per l’eccessiva burocrazia degli apparati della Difesa. Per facilitare una minima forma di assistenza la senatrice di Io Sud Adriana Poli Bortone ha presentato un emendamento alla manovra finanziaria. Le associazioni hanno fatto perciò un appello ai parlamentari, invitandoli a sostenere l’emendamento".

L'emendamento citato da Palese "si propone di garantire un minimo di assistenza a tutti quei soggetti gravemente malati o deceduti che nonostante l’esistenza di alcune leggi (legge finanziaria 2006, legge finanziaria 2008 art. 2 commi 78 e 79, legge 308/81, legge 280/91, DPR 37/2009) non riescono ad ottenere nessun contributo dallo Stato perché è molto difficile dimostrare le cause che generano le loro malattie (ad es. casi di cancro dei reduci militari dalle missioni in Kossovo, Somalia, Iraq, Bosnia, Afghanistan, Libano ecc.) e quindi non ottengono nessun indennizzo e sono costretti a lunghe lotte contro la burocrazia. L’emendamento si propone quindi di facilitare l’accesso ad una forma minima di vicinanza dello Stato a queste persone".

Marcella Barone


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