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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 18 agosto 2017 - Ore 18:15

Rosario Padovano: "Ho ucciso Nino perchè voleva ammazzare i nostri genitori"

Rosario Padovano: "Ho ucciso Nino perchè voleva ammazzare i nostri genitori"

Lecce - "Ero legato a mio fratello, ma andava eliminato perché era ormai fuori di testa. Ho dovuto eliminarlo perché lui voleva uccidere me e i miei genitori".


A pronunciare queste parole, Rosario Padovano, che ha parlato per oltre 6 ore dinanzi ai giudici della Corte d'Assise di Lecce, nell’aula bunker del carcere di Borgo San Nicola (in videoconferenza dal carcere di Voghera in cui si trova detenuto). Padovano è il mandante reo confesso del'omicidio del fratello Salvatore Padovano, conosciuto come Nino Bomba. Delitto maturato in ambito familiare ed avvenuto il 6 settembre del 2008 a Gallipoli, nei pressi della pescheria Il Paradiso del Mare. Padovano avrebbe organizzato l'uccisone del fratello assieme collaboratore di giustizia reo confesso Carmelo Mendolia.

Nel corso dell'interrogatorio, l'uomo, ha confessato per la prima volta l’omicidio di Nenè Greco, avvenuto il 13 agosto del 1990, per questioni legate al traffico della droga.

Secondo l’accusa, Greco aveva iniziato a spacciare da cane sciolto nel territorio gallipolino. In merito alla vicenda Padovano ha però dichiarato che la droga non c'entrava niente: "Nessuna droga Nino voleva farlo fuori per questioni personali e chiese a me di organizzare l’omicidio". Ad ucciderlo sono stati Carmelo Mendolia e Antonio Perrone, che però a quanto pare, era in carcere proprio al momento dell’omicidio.

Secondo l'imputato inoltre, Salvatore Padovano covava un odio profondo nei confronti dei genitori, i quali, mentre era in carcere gli raccontarono che la moglie, Anna Reali, lo stava tradendo.

Nino Bomba però si convinse che la storia del tradimento, fosse stata inventata ad arte dai genitori, con il solo scopo di mettere la sua donna in cattiva luce. "Aveva intenzione di ammazzarli, io lo sapevo, e per questo decisi di rivolgermi ai Carabinieri di Gallipoli e alla Direzione Nazionale Antimafia". E lo fece, proprio con l'intento di evitare l'uccisione del fratello. Dopo aver appurato però, che non esistevano gli estremi per agire, decise di farla finita una volta per tutte, così nell’estate del 2009, incaricò Mendolia di uccidere Salvatore.

Nel corso delle sei ore, ha confessato che avrebbe voluto uccidere la cognata Anna Reali, e di nutrire astio per il Senatore Vincenzo Barba. "Era un cancro di Gallipoli perchè aveva molti soldi e non li investiva nella città, ma non ho mai pensato di farlo fuori".

La Redazione


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