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Quotidiano Lecce, Salento

- Lunedì, 21 agosto 2017 - Ore 08:43

Operazione "Lost Pay": sequestrata filiale salentina "Posta più"

Operazione "Lost Pay": sequestrata filiale salentina "Posta più"

Nardò - Un'operazione della Guardia di Finanza estesa a livello nazionale arriva a lambire anche il territorio salentino. Si tratta dell'operazione denominata "Lost Pay", partita da Palermo e che ha coinvolto capoluoghi e grandi città italiane, tra cui Roma, Reggio Calabria, Catania, Trapani, Messina, Modena, Macerata, e molti altri centri da nord a sud del nostro Paese.

In Salento, invece, ad essere toccato dall'operazione è stato il secondo centro della provincia per dimensioni e numero di abitanti dopo il capoluogo Lecce, ovvero il comune di Nardò, dove è stata sequestrata la filiale di "Posta Più", con sede in via Celso. Un circuito di poste private, quello colpito dall'operazione delle Fiamme Gialle, che gestisce le attività di trasferimento di denaro e di spedizione di raccomandate e pacchi. Peccato però, per un "piccolo dettaglio": questa società di franchising e di conseguenza tutte le sedi locali sparse sul territorio nazionale possedevano si l'autorizzazione ministeriale, ma non avevano provveduto a munirsi delle necessarie concessioni per poter effettuare servizi di pagamento, risultando di fatto sprovviste dei requisiti legali per poter svolgere tali attività.

Così, ignari cittadini si sono visti sospendere inaspettatamente servizi di fornitura come quelli di corrente elettrica, linea telefonica o gas, per il semplice fatto di aver pagato le tasse tramite una delle agenzie incriminate e non attraverso posta pubblica.

Proprio dalle lamentele e dalle denunce presentate da alcuni residenti, in particolare nel capoluogo siciliano, hanno preso via le indagini della Guardia di Finanza coordinate dalla Procura della Repubblica di Palermo e che ben presto si sono estese in tutta Italia. I risultati dell'operazione sono ingenti: sono stati sequestrati, infatti, ben 180 conti corrente, utilizzati per il deposito delle somme incassate illecitamente attraverso il pagamento dei bollettini, per una cifra che si aggira attorno ai 30 milioni di euro.

Matteo Sbenaglia


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