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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 18 agosto 2017 - Ore 16:40

Processo Padovano: il boss voleva morto Vincenzo Barba

Processo Padovano: il boss voleva morto Vincenzo Barba

Lecce - E’ terminato ieri l’ascolto del presunto collaboratore di giustizia Giuseppe Barba, assistito dall’Avvocato Paola Scialpi.

L'uomo, nel corso dell'udienza che si è svolta nell’aula bunker di Borgo San Nicola, dinanzi ai giudici della Corte d'Assise di Lecce, ha dichiarato che il Senatore Vincenzo Barba, "il petroliere", come lo chiamavamo loro, era finito nel mirino del boss della Sacra corona unita di Gallipoli Salvatore Padovano, che lo voleva morto perchè avrebbe intralciato la carriera politica dell’ex Sindaco Flavio Fasano.
Il neo collaboratore Giuseppe Barba però non ha portato nessun nuovo elemento viste anche le numerose contraddizioni presenti nei suoi racconti e la mancanza di riscontri oggettivi.

Il processo che si è celebrato ieri, riguarda l'omicidio di Salvatore Padovano, avvenuto il 6 settembre del 2008 a Gallipoli, nei pressi della pescheria “Il Paradiso del Mare”. Tra gli imputati Rosario Pompeo Padovano (fratello di Salvatore) Giuseppe Barba, Cosimo Cavalera, Fabio Della Ducata, Massimiliano Scialpi e Giorgio Pianoforte. Carmelo Mendolia, collaboratore di giustizia, è stato invece già condannato a 14 anni di reclusione avendo scelto il giudizio abbreviato.

A coordinare le indagini, il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, Elsa Valeria Mignone. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l'omicdio sarebbe maturato a causa dei contrasti tra i Padovano all’indomani della loro scarcerazione. 
Esecutore materiale, Carmelo Mendolia al quale Della Ducata avrebbe fornito ospitalità a Gallipoli, e gli avrebbe consegnato a Casamassima parte del compenso pattuito per l'omicidio, cifra che nel totale ammontava a 10mila euro.

il 6 settembre del 2008, Pianoforte, il cugino dei Padovano, l'avrebbe fatto uscire dalla pescheria con l'inganno, raccontando di essere stati tamponato. Invece furi dalla pescheria, ad attenderlo vi era Mendolia che l'avrebbe freddato con quattro colpi di pistola (Beretta modello 83 F).

Secondo Rosario Padovano, reo confesso mandante dell'omicidio l'uccisione sarebbe maturata invece in ambito familiare.

L'ascolto di Rosario Padovano riprenderà, per video conferenza, giovedì prossimo.





La Redazione


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