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Quotidiano Lecce, Salento

- Martedì, 22 agosto 2017 - Ore 19:00

Processo Vantaggiato: in aula le compagne di Melissa ed il Sindaco

Processo Vantaggiato: in aula le compagne di Melissa ed il Sindaco

Brindisi - Continuano le udienze per il processo a carico di Givanni Vantaggiato, lo stragista reo confesso dell'attentato all'istituto Morvillo Falcone di Brindisi, in cui perse la vita la 16enne Melissa Bassi. Nella giornata di ieri, sono state raccolte le testimonianze di alcune studentesse compagne di scuola di Melissa, tra le quali Anna Conoci, rimasta gravemente ferita durante l'esplosione, tutte ascoltate in veste di testimoni dell’attentato del 19 maggio.

Continua l'assenza in aula per Giovanni Vantaggiato, a processo anche per un altro attentato commesso a Torre Santa Susanna nel 2008 ai danni di Cosimo Parato, ex socio in affari di Vantaggiato, il quale, tramite un messaggio letto in aula dal suo legale, ha dichiarato di non essersi presentato per motivi di salute. Presente in aula anche il primo cittadino del comune di Brindisi Mimmo Consales.

"Non ho mai avuto alcun aiuto economico dalla Regione, solo 2mila euro dal Comune e qualcosa dall’assicurazione della scuola", ha dichiarato Anna Canoci, costituitasi parte civile. La giovane studentessa, ha ricostruito dinanzi alla Corte d'Assise di Brindisi quello che accadde il 19 maggio scorso: "Attraversai la strada, verso la scuola Morvillo. Avevo quasi raggiunto i cartelloni pubblicitari e rimasi impietrita. Ora non sento quasi più da un orecchio, dall’altro solo per un 15 per cento". 

E’ stato poi ascoltato il medico che l’ha seguita, il quale ha confermato che la ragazza ha riportato lesioni gravi all’udito, che la costringono ad utilizzare le protesi. Tra i testimoni anche la madre di Federica Pagano, che ha dichiarato che tutt'ora la figlia ha difficoltà ad uscire di casa.

Nel corso dell'udienza è intervenuto anche il sindaco Mimmo Consales, eletto qualche giorno prima dell'attentato e che ha raccontato: "Dopo la bomba si creò un clima di psicosi, venivano segnalati pacchi e cassonetti sospetti ovunque, la gente era in preda al panico. Nelle scuole venivano segnalate scene di terrore e, insieme ai dirigenti scolastici, decidemmo di non chiudere gli istituti nel tentativo di arginare in tal modo il panico".

La Redazione


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