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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 23 agosto 2017 - Ore 00:46

Omicidio Scazzi: ergastolo per Sabrina e Cosima

Omicidio Scazzi: ergastolo per Sabrina e Cosima

Taranto - La Procura di Taranto ha chiesto la condanna all'ergastolo per Sabrina Misseri e Cosima Serrano considerate le autrici materiali dell'uccisione della piccola Sarah Scazzi. Ammonta a nove anni di reclusione la condanna richiesta dalla Procura per Michele Misseri, accusato di aver gettato in un pozzo il cadavere della nipote. Alla richiesta della condanna Sabrina è scoppiata in lacrime. Impassibili invece Cosima ed il marito Michele.

Il procuratore aggiunto di Taranto, Pietro Argentino lo ha definito "un delitto per motivi abietti". "Sabrina stessa ammette che aveva scatti d'ira anche per cose non importanti. Lei non aveva solo risentimento nei confronti di Sarah perché avrebbe letto alla presenza di altri un sms di Sabrina riferito ad Ivano e per aver riferito al fratello Claudio del rapporto sessuale avuto dalla stessa Sabrina in auto con Ivano, ma anche rabbia perché Ivano l'avrebbe umiliata più volte pubblicamente".

Nel corso della requisitoria è emerso anche che in una intercettazione ambientale Carmine Misseri, fratello di Michele, parlando con la moglie, abbia indicato esplicitamente il coinvolgimento del nipote Cosimo Cosma nella soppressione del cadavere di Sarah Scazzi nel pozzo in contrada Mosca, operazione che sarebbe stata eseguita da Michele Misseri insieme al fratello e al nipote. A dichiararlo il pm Mariano Buccoliero.

Carmine Misseri quel 26 agosto 2010 ricevette dal fratello Michele diverse telefonate, alle 15.08 ed alle 17.25. Nella prima Michele lo avrebbe chiamato piangendo, per chiedere aiuto poichè era accaduta una disgrazia. Entro le 15.30 Michele è al pozzo in contrada Mosca per nascondere il cadavere e lì c'era anche il fratello Carmine. Dopo la telefonata delle 15.08, Carmine non era più in casa con la moglie, mentre lui riferì che in quei frangenti era a lavorare in alcuni terreni con la moglie in una zona diversa da quella che risulta però dai tabulati telefonici. In una intercettazione ambientale del 27 dicembre 2010 tra Carmine e la moglie i due ipotizzano anche di trovare un falso testimone che confermi la presenza di Carmine in quei terreni. In un'altra intercettazione ambientale Carmine confssa di aver visto il cadavere di Sarah in contrada Mosca, e di esserne rimasto turbato.

Concetta, la mamma della piccola Sarah, ha dichiarato: "Ho sempre detto che il movente della gelosia di Ivano non mi convinceva, che c'era qualcosa di losco e quello che è emerso ieri lo conferma", "é possibile" che Cosima abbia inseguito Sarah e abbia partecipato al delitto, secondo la tesi dell'accusa, perché "lei è di altra tradizione, di altra generazione e non accettava questo stile di vita di Sabrina". "Non è vero, come hanno detto che io odio Sabrina e Cosima. Mi fa rabbia che loro ce l'abbiano ancora con Sarah e continuino a dire che sono innocenti nonostante l'evidenza".

E ancora: "E' stato il processo delle menzogne ed è anche giusto che coloro che hanno detto tutte queste menzogne paghino per quello che hanno detto". "Mi aspettavo una richiesta del genere chi uccide una persona merita l'ergastolo. Non hanno avuto pieta' per una bambina che stava anche piangendo".


Dure la parole del Pm che nel corso della requisitoria ha dichiarato: "Non c'è stata pietà quel giorno per Sarah. Era andata in quella casa con il costume da bagno. Voleva divertirsi. Dalla villetta è uscita in lacrime e in lacrime l'hanno ripresa. Ed era in lacrime mentre la uccidevano". "Sarah è morta in tre minuti ma ha avuto il tempo di capire che stava morendo per mano di chi diceva di volerle bene". Forse in quella mezz'ora Dio si è davvero distratto ad Avetrana".

La Redazione


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