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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 23 novembre 2017 - Ore 10:19

Fitto contro tutti: "La gara in questione era regolare"

Fitto contro tutti: "La gara in questione era regolare"

Lecce - "Ma quale tangente? Una tangente del c?". Ne ha per tutti l'ex Ministro Raffaele Fitto quello che a poche ore dalla sentenza si è presentato davanti ai giornalisti per dire la sua. Fitto infatti è stato condannato dal tribunale penale di Bari a 4 anni di reclusione, tre dei queli poi gli sono stati condonati per l'indulto, per corruzione, abuso d’ufficio e finanziamento illecito.

"Sono stato condannato da magistrati organici fra loro con intenti di carattere politico -ha dichiarato Fitto - ma se qualcuno pensava che avrei fatto un passo indietro, io avviso che ne farò due avanti, a schiena dritta per vincere le elezioni". "Io ho seguito tutte le udienze e ritengo che il diritto alla difesa sia stato stravolto specie rispetto ai tempi delle udienze".

Pesanti anche le accuse rivolte alla Seconda sezione del Tribunale presieduta dal giudice Luigi Forleo." Si tratta di un processo cominciato praticamente nel 2001 ma che poi il collegio giudicante ha portato avanti con una tempistica davvero singolare: fino a 5 udienze alla settimana, alcune con una durata di 10-12 ore; fino a otto udienze in un mese e tutto questo, ritengo, per arrivare ad una condanna proprio in questi giorni di elezioni". Oggi Berlusconi sarà a Bari - ironizza Fitto - e questo è il benvenuto della magistratura barese".

"La sentenza che mi condanna parte dal presupposto che io sia scemo. Sono molto arrabbiato perchè avrei preso una tangente ma non è così. La stessa sentenza parte dal presupposto che io sia un cretino". Secondo l'accusa Fitto, avrebbe ricevuto nel 2005 dall'imprenditore Angelucci ben 500mila euro per il suo partito “la Puglia prima di tutto". In cambio, Angelucci aveva vinto una gara d’appalto di 198 milioni di euro per la gestione dei servizi di 11 Residenze Sanitarie in Puglia.

"La gara in questione era regolare perchè la stessa pubblica accusa ha archiviato le posizioni dei componenti della commissione di quella gara, ordinata con determina da un dirigente regionale assolto in via definitiva per questo. La verità è che io non ho mai preso un euro. Ho ricevuto come partito politico un finanziamento fatto con bonifico bancario peraltro dell’importo dello 0,25% dell’appalto stesso e tale percentuale mi renderebbe ancora più cretino. Tutto questo per una gara dichiarata dagli stessi giudici assolutamente regolare?”. “Inoltre, il contributo elettorale venne regolarmente e pubblicamente dichiarato con due dichiarazioni congiunte sia da chi lo ha erogato che da chi lo ha ricevuto. E’ stato regolarmente iscritto a bilancio della lista, inviato e poi approvato sia dalla Camera dei Deputati che dalla Corte dei Conti. Questa – conclude – è la tangente di cui stiamo parlando".

Durante la conferenza, Fitto ha rivolto anche una battuta ironica al Governatore della Puglia Nichi Vendola: "Sono molto arrabbiato con mia sorella - ha dichiarato Fitto - lei non ha amici tra i giudici di Bari come invece la sorella di Nichi Vendola che frequentava come amica intima la giudice che ha assolto lo stesso Vendola qualche mese fa". "La verità – ha concluso Fitto – è che i pubblici ministeri che in questi anni hanno indagato su di me sono stati tutti promossi e hanno fatto carriera, compreso un pm diventato assessore regionale con Vendola. Invece i pm che hanno indagato su Vendola sono stati isolati e sono a rischio di trasferimento".

La Redazione


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