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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 19 agosto 2017 - Ore 13:09

Roberto Saviano: "Django mi ricorda gli schiavi di Lecce"

Roberto Saviano:  "Django mi ricorda gli schiavi di Lecce"

Lecce - "Django mi ricorda gli schiavi di Lecce" è il titolo dell'articolo pubblicato dal giornalista Roberto Saviano sul settimanale l'Espresso. Django, è il personaggio dell'ultima fatica del maestro del pulp, Quentin Tarantino, mentre gli schiavi di Lecce, sono gli operai impiegati stagionalmente nelle campagne di Nardò per la raccolta di pomodori e angurie e coinvolti nell'operazione Sabr guidata dai carabinieri del nucleo Ros.

Di seguito la risposta del Sindaco di Nardò

Il settimanale “L’Espresso” (numero 6, pag. 7) riferendo del processo iniziato il 31 gennaio davanti alla Corte d’assise di Lecce contro sette imprenditori salentini e nove africani accusati di aver sfruttato decine e decine di braccianti sostiene che “la notizia che più lascia interdetti è che il Comune di Nardò ha deciso di non costituirsi parte civile con questa motivazione: “Nel processo si rilevano reati che astrattamente coinvolgono interessi della comunità di Nardò”.Stimiamo e apprezziamo la professionalità e il coraggio civile del giornalista che scrive, Roberto Saviano, ma egli nella nota riporta in maniera rozza e scorretta la decisione dell’Amministrazione Comunale. Il Comune di Nardò non si è costituito parte civile perché, dopo una attenta valutazione, ha ritenuto più convincenti le argomentazioni del Tribunale del Riesame di Lecce che ha escluso i reati più gravi (riduzione in schiavitù).Quanto al reato di caporalato, come lo stesso Saviano riferisce, è stato inserito nel codice penale nell’estate 2011.

I fatti oggetto del processo sono precedenti. La nostra Costituzione impedisce di perseguire penalmente un cittadino per un reato che non esisteva quando il fatto è stato commesso. Perché deve lasciare interdetti la condivisione di un provvedimento di tre giudici del Tribunale e il rispetto di un principio della Costituzione?Venendo alla piaga dello sfruttamento del lavoro degli extracomunitari in agricoltura, il Comune di Nardò è senza esitazioni dalla parte degli sfruttati. Chiede, tuttavia, che si riferiscano correttamente le scelte assunte.Il giornalismo è più bello quando è obiettivo.

Marcello Risi Sindaco di Nardò, affezionato lettore dell’Espresso fin dal 1979 

La Redazione


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