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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 22 novembre 2017 - Ore 08:28

Greenpace consegna le “vere” bollette Enel

Greenpace consegna le “vere” bollette Enel

Lecce - Greenpeace è entrata in azione a Lecce, dove i volontari del Gruppo
locale hanno recapitato nelle case le “vere” bollette Enel realizzate da Greenpeace, che
mostrano ai cittadini quanto costa realmente – in termini economici e sanitari - la produzione
elettrica a carbone del principale gruppo energetico italiano.

Centomila bollette in tutto, sporche di carbone, la fonte più dannosa per il clima e la salute
dell’uomo, vengono recapitate da oggi nelle case di altrettante famiglie italiane.
«Si parla molto della crisi economica che attanaglia il Paese, ma nessuno parla di un’azienda
controllata in maggioranza dallo Stato, che con il carbone provoca all’Italia quasi due miliardi
di danni ogni anno. Soldi che ovviamente non compensa e non rifonde» ha dichiarato Andrea
Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. «Il danno
economico è solo un aspetto materiale, ancorché rilevante, della questione: le centrali a
carbone Enel causano una morte prematura al giorno in Italia e danni al clima e all’ambiente
enormi. È ora che la politica si assuma qualche responsabilità: è il Governo, a nominare il
management. E noi chiediamo che il prossimo esecutivo azzeri i vertici attuali, già responsabili
del piano nucleare, e cambi radicalmente la rotta dell’azienda».

I dati pubblicati da Greenpeace sulle centomila “bollette sporche” sono estratti da uno studio
commissionato dall’associazione all’istituto di ricerca indipendente SOMO. I dati principali - in
riferimento alle emissioni del 2009 - stimano i danni della produzione termoelettrica a carbone
di Enel in 1,8 miliardi di euro (circa 2,1 miliardi con la centrale di Civitavecchia a pieno
regime); e misurano gli impatti sanitari, in termini di mortalità prematura, in 366 casi di morte
attesi. Secondo lo studio di Greenpeace, inoltre, la realizzazione degli impianti a carbone Enel
di Porto Tolle e Rossano Calabro – progetti che l’azienda porta avanti da anni - costerebbe fino
a 95 ulteriori casi di morti premature l’anno e danni stimabili in ulteriori 700 milioni di euro
l’anno.

Enel non è solo una bolletta che arriva nelle case di molti italiani. È una vera e propria tassa.
Se si dividono i danni economici causati dalla produzione a carbone di Enel per il numero delle
famiglie italiane, si scopre che la scelta di quella fonte energetica costa circa 75 euro l’anno a
nucleo familiare. Molto più di quanto costino gli incentivi alle rinnovabili, che non uccidono il
clima, non fanno ammalare le persone e sostengono invece occupazione, crescita e ambiente.
Greenpeace chiede a Enel di dimezzare la produzione elettrica da carbone da qui al 2020 e di
portarla a zero al 2030, investendo contemporaneamente in fonti rinnovabili per compensare la
perdita di produzione.

Le “bollette sporche” che Greenpeace distribuirà nel Paese sono parte della campagna
IoNonViVoto.org, attraverso la quale l’associazione ha già raccolto la richiesta di 45 mila
cittadini che si dichiarano indisponibili a dare mandato politico a chi non si impegnerà a
contrastare le fonti energetiche fossili e a promuovere le fonti rinnovabili. Tra i politici che
hanno risposto a Greenpeace e ai cittadini Vendola, Di Pietro, Maroni, Puppato e Bonelli si sono
detti favorevoli a cambiare i vertici di Enel.


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