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Quotidiano Lecce, Salento

- Martedì, 22 agosto 2017 - Ore 11:23

Operazione Augusta: 4 secoli di carcere per il clan

Operazione Augusta: 4 secoli di carcere per il clan

Lecce - Ammonta ad una condanna complessiva di 4 secoli di carcere, la sentenza emessa nella serata di ieri, nell'aula bunker del carcere di borgo San Nicola di Lecce, a carico dei 49 imputati coinvolti nell'operazione Augusta.

Su 57 imputati, affiliati al clan della Scu a cui faceva capo l'ergastolano Totò Rizzo, solo 8 sono stati assolti. Ad emettere la sentenza, il Gup Giovanni Gallo.

Si conclude così il processo scaturito l'inchiesta Augusta, messa a segno dai carabinieri del nucleo di Lecce che nel corso delle indagini sono arrivati fino al cuore del clan, sgominandone i due gruppi, che come dichiara il Gip Alcide Maritati avevano stretto tra loro un patto di non belligeranza. 

Il primo era capeggiato da Ivan Firenze che dovrà scontare 22 anni di carcere, a sua volta affiliato al clan di Giuseppe Lezzi e Nicolino Maci e attivo nei comuni di Lecce, Cavallino, Vernole, San Cesario e San Donato, ed il secondo chiamato Nuova Squadra o Nuovo Locale, guidato dall'ormai collaboratore di giustizia Alessandro Verardi e da Andrea Leo i quali controllavano i comuni di Cavallino, Castromediano, Lizzanello, Merine, Vernole, Melendugno, Caparica, Calimera e Martano, i due boss dovranno scontare rispettivamente 8 e 16 anni di carcere.

Tra gli condannati anche Stefano Rizzo, titolare dell'Iron Service, accusato di aver imposto ad alcune aziende servizi di guardiania della sua impresa, per il quale l'accusa ha invocato una condanna pari a 10 anni di reclusione, e lo zio Totò Rizzo condannato a scontare 13 anni.

*La redazione rileva che per mero errore di digitazione, nell'articolo intitolato: "Operazione Augusta: 4 secoli di carcere al clan", pubblicato il 23 gennaio 2013, si è usato erroneamente il termine "Condannato" invece di "Imputato" nell'indicare il signor Stefano Rizzo per il quale, a fronte di una richiesta del pm di condanna pari a 10 anni di reclusione, come riportato nel suddetto articolo, è stata invece pronunziata la sentenza di assoluzione con formula piena.

La redazione esprime le proprie scuse al signor Stefano Rizzo per l'errore commesso.

La Redazione


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