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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 23 agosto 2017 - Ore 06:18

Vantaggiato in aula si gioca la carta dell'incapacità d'intendere e di volere

Vantaggiato in aula si gioca la carta dell'incapacità d'intendere e di volere

Brindisi - A 8 mesi di distanza dalla strage all’Istituto Morvillo Falcone dello scorso 19 maggio, in cui perse la vita la 16enne Melissa Bassi, nell'aula Metrangolo del Tribunale di Brindisi, prende il via il processo a carico del reo confesso Giovanni Vantaggiato. L'uomo, è accusato di strage aggravata dalla finalità terroristica, detenzione ed esplosione di ordigno micidiale e del tentativo di omicidio di Cosimo Parato, fatto risalente al 2008.

Accolte dal Presidente della Corte d’Assise, Domenico Cucchiara, tutte le richieste di costituzione di parte civile, oltre 30 con una sola eccezione. La richiesta di Claudio Strada, elettrotecnico di Brindisi, tra i primi sospettati della strage, interrogato, e poi rilasciato, dalla polizia. Secondo la Corte, però, non può pretendere i danni da Vantaggiato, perche in quella fase dell'indagine non era ancora indagato.

Tra le parti civili anche i ministeri dell'Interno e dell'Istruzione, l'istituto Morvillo Falcone, i genitori di Melissa Bassi, le studentesse ferite ed i famigliari delle vittime , la Regione Puglia, il Comune e la Provincia di Brindisi, e Cosimo Parato.

A sostenere l'accusa, Cataldo Motta e il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, Guglielmo Cataldi. Resta in silenzio Giovanni Vantaggiato che si limita ad esprime il suo dissenso tramite il legale Franco Orlando.

Secondo l'accusa, il silenzio di Vantaggiato deriverebbe dalla volontà di richiedere l'infermità mentale, mettendo in atto una vera e propria messa in scena.

L'avvocato difensore di Vantaggiato, infatti ha avanzato la richiesta di una perizia psichiatrica per verificare capacità di intendere e volere del suo assistito.  Una richiesta alla quale però il pm Cataldi si è opposto, ricordando che a seguito di alcune intercettazioni ambientali in carcere in cui Vantaggiato parlava con la moglie Giuseppina Marchello e con le due sorelle Maria e Lucia emergeva chiaramente l'intenzione di dimagrire fingendosi malato per poter uscire dal carcere. "Voglio diventare come quelli nei lager, voglio uscire di qui", e ancora "Da qui uscirò perché dimostrerò di essere incapace di intendere e di volere, li prenderò tutti in giro, come ho già fatto con il servizio militare": 

Sulla richiesta di perizia psichiatrica, la Corte si esprimerà il prossimo 24 gennaio.

Azzurra Monaco


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