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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 23 novembre 2017 - Ore 16:04

S'ispiravano al film The Town per mettere a segno i loro colpi. Arrestati

S'ispiravano al film The Town per mettere a segno i loro colpi. Arrestati

Ruffano - E' stata sgominata la banda criminale che dal mese di agosto del 2011 sino allo scorso aprile ha seminato panico e terrore tra gli uffici postali, e le attività commerciali dei comuni di Carpignano Salentino, Muro Leccese, Spongano, Collepasso e Scorrano.

Un organizzazione criminale composta da 11 persone, tutte residenti nel comune di Ruffano. Per mettere a segno i loro colpi si ispiravano al film The Town, che ha dato il nome all'operazione conclusa con successo dai carabinieri del nucleo di Maglie.

Così dopo lunghi mesi d'indagini sono finiti in menette Giuseppe Stasi ed il fratello Martino, Mario Daniele Marra, Antonio Rollo, William Vito Gravante, Alberto Vincenti, Giuseppe Castelluzzo, Marco Sabato e Carlo Chiarillo. 5 di loro, erano già in carcere, poichè colti in flagranza dopo il colpo all’ufficio postale di Carpignano Salentino, messo a segno il 2 aprile scorso.

A facilitare il lavoro degli inquirenti, le intercettazioni ambientali in carcere.
Nel mirino degli investigatori, almeno al momento, cinque rapine eseguite dalla banda, come quella nell’Ufficio Postale di Carpignano, quella nel Supermercato DOK di Spongano, nella Tabaccheria Sticchi di Scorrano, nella Tabaccheria Mangia di Collepasso ed infne quella messa a segno nel Supermercato Carrefour di Muro Leccese.

Muniti di armi da fuoco la banda, entrava in azione quasi sempre negli orari di punta, fuggendo poi a bordo di un'auto rubata. Con i soldi delle rapine poi acquistavano la droga per lo spaccio. 

Dalle intercettazioni, emerge inoltre, la mancanza di pentimento da parte dei componenti della banda in carcere e la sete di vendetta nei confronti del Direttore dell’Ufficio Postale, dala denuncia quale sono partite le indagini. Oltre agli arrestati, ci sono anche 13 indagati. 

Per depistare le indagini ed avere un alibi durante i colpi, Stasi lasciava il telefonino a casa programmando l’invio di due messaggi da inviare alla fidanzata, dal quale sarebbe risultato l’aggancio alla cella di Ruffano.

La Redazione


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