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Quotidiano Lecce, Salento

- Lunedì, 23 ottobre 2017 - Ore 19:19

La "particella di Dio" e le nuove frontiere della scienza

La "particella di Dio" e le nuove frontiere della scienza

Italia - Dopo quasi 50 anni d'incessanti ricerche, è stata scoperta la ''particella di Dio''. E' il bosone di Higgs grazie al quale ogni cosa ha una massa. L'esistenza della particella, è stata annunciata dal Cern di Ginevra. I dati, sono stati presentati dagli esperimenti Cms, coordinato dall'americano Joseph Incandela, e Atlas coordinato dall'Italiana Fabiola Gianotti. Per entrambi il bosone di Higgs ha dimensioni comprese fra 125 e 126 miliardi di elettronvolt.

Si chiamano bosoni, dal nome del fisico indiano Bose che con Fermi ne descrisse le proprietà, e sono le particelle che trasportano una forza. Il bosone di Higgs è la particella che conferisce una massa a tutte le altre particelle, dando ad esse l’esistenza in quanto oggetti materiali.

Da ieri, dunque, conosciamo il segreto della massa delle particelle subnucleari, e com'è fatto l’universo visibile pari circa al 4 per cento in quanto il 96 per cento si presenta sotto forma di materia ed energia invisibili.

L'ufficialità però, si avrà solo a fine luglio, quando una pubblicazione metterà nero su bianco i risultati preliminari presentati nell’auditorium del Cern da Joe Incandela per l’esperimento Cms e da Fabiola Gianotti per l’esperimento Atlas.

Tutto ha avuto inizio nel 1964 quando, Murray Gell-Mann immaginò l’esistenza dei quark, particelle più elementari dei protoni e dei neutroni fino ad allora ritenuti i mattoni ultimi dei nuclei atomici. Fu l’inizio del Modello Standard, il paradigma della fisica moderna, al quale subito Peter Higgs contribuì con l’idea del suo bosone, poi battezzato particella di Dio dal fisco Leon Lederman, premio Nobel nel 1988.

L’universo in cui viviamo, è costituito da ben due tipi di quark: Up e Down, ai quali se ne aggiungono altri quattro che si manifestano a energie crescenti. Il sesto, chiamato Top è una sorta di tetto che sta sopra l’edificio degli altri, fu preda del Fermilab di Chicago nel 1995. Il modello prevedeva anche sei leptoni. Di essi alcuni erano già noti gli altri sono stati via via scoperti: ultimo arrivato il neutrino Tau, stanato nel 2000 al Fermilab.

Erano presenti all’appello anche alcune particelle che scambiano le forze fondamentali della natura, i bosoni, appunto: il fotone per la forza elettromagnetica che risale ad Einstein, ed il gluone per l’interazione forte, W e Z per l’interazione debole, queste ultime scoperte da Carlo Rubbia, premio Nobel nel 1984. Non si riusciva a trovare invece il bosone di Higgs, rischiando di mettere in crisi tutto il Modello Standard.

La macchina grazie alla quale è stata scoperta la particella di Dio si avvale di circa 9600 magneti. Di questi 1746 sono superconduttori raffreddati con 190 tonnellate di elio a 1,9 Kelvin. Poiché l’universo ha una temperatura di 2,7 Kelvin, l’acceleratore del Cern è l’oggetto più freddo che esista nel cosmo. Ed è anche il più vuoto, in quanto i tubetti percorsi dai protoni contengono meno materia dello spazio interstellare.

Restano da individuare però, le proprietà e le caratteristiche precise della particella osservata nei due esperimenti del Cern, Atlas e CMS. E i fisici dovranno stabilire se corrispondono proprio al bosone di Higgs previsto dalla teoria, o se ci sono delle anomalie, ed inoltre se la particella è più esotica di quello che ci si aspetta. Se così fosse, per esempio, il Modello Standard potrebbe comunque essere ancora messo in discussione, o ampliato, o superato. O potrebbero farsi largo altre teorie, come quella della supersimmetria, secondo cui ogni particella ha come partner una superparticella, finora mai osservata.

Azzurra Monaco


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