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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 22 novembre 2017 - Ore 08:04

Vendola a Stefàno: "Caro Sindaco, butti via quella pistola"

Vendola a Stefàno: "Caro Sindaco, butti via quella pistola"

Taranto - Il neo eletto sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, è da qualche giorno al centro di una grande polemica sul web. Il primo cittadino, infatti, è stato immortalato in una foto, scattata in occasione dei festeggiamenti per la sua riconferma elettorale, nella quale si nota una pistola sbucare dalla cintura dei pantaloni.
Malgrado il sindaco sia provvisto di un regolare porto d'armi, sul web e nel mondo della politica si è scatenato un acceso dibattito.

"E' l'ultima delle immagini che servono in questo momento alla Puglia", commenta Carlo Salvemini, consigliere d'opposizione, "il primo cittadino di Taranto conosce il significato dei simboli: qualche tempo fa mangiò le cozze crude del porto per tranquillizzare i suoi concittadini dai rischi di infezioni. Non può non capire che oggi il messaggio implicito di quell'arma nella cintura dei pantaloni è pericolosissimo: vi sentite minacciati, armatevi. Per chi rappresenta una comunità intera un'inconsapevolezza pericolosissima. Ancor più colpevole in un momento in cui c'è una regione angosciata da un attentanti che si unisce al lavoro di polizia e magistrati per difendere se stessa. Sindaco lasci la pistola a casa per favore".

Il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, non è rimasto indifferente alla notizia e ha celermente provveduto ad inviare una lettera al Sindaco di Taranto.
"La cosa che più mi colpisce e mi intriga della tua personalità è quel tratto di ingenuità, talvolta di innocenza infantile, che ti rende un essere umano autentico, non prigioniero dei codici dell’ipocrisia, capace di una straordinaria empatia con la tua gente", scrive Vendola, "Sei il Principe di Taranto, dei suoi splendori e delle sue miserie, non sei l’espressione di una élite giacobina che rimette in ordine la plebe e si insedia al centro della città e del potere. Tu hai portato le periferie urbane e sociali al centro della politica. Tu sei il medico dei bambini che ha cercato, con lo stesso stile e lo stesso cuore di sempre, di curare i mali di un pezzo di Sud spolpato dalla politica del malaffare e assediato dalla povertà, dalle mafie e dall’inquinamento. Sembra curioso che io racconti a te chi sei tu, ma lo faccio perché tu – per come ti conosciamo da tanti anni – non hai nessuna somiglianza col sindaco-sceriffo immortalato da una foto: quel revolver nella cintura del pantalone appare un intruso, una superfetazione, un’immagine taroccata. Certo, non è facile convivere con le minacce e le aggressioni. Certo, se ti mettono alle calcagna una protezione di polizia i giornali magari poi stigmatizzano il privilegio di un’auto blu".

Il Governatore non critica a priori la scelta di Stefàno, dicendo invece "credo di aver capito il tuo stato d’animo e la tua scelta, impulsiva e solitaria. Hai pensato che dovevi cavartela da te, non recare disturbo alle istituzioni".

Anche secondo Vendola, però, l'immagine lanciata da Stefàno non è positiva: " Perché trasmetti un messaggio negativo, legato all’immagine del farsi giustizia da sé, del trasferire su ogni singolo individuo un compito e un potere che devono appartenere allo Stato. Taranto ha la forza e le risorse morali per vincere anche quella sorta di inquinamento acustico prodotto dalle urla scomposte dei violenti, dei boss, dei populisti a buon mercato. La tua mitezza ti difende e ci difende dalle parole che sibilano come proiettili. Non sono le armi che ci proteggeranno, è il disarmo che ci proietterà in una nuova epoca: quella in cui potremo uscire dalla infinita preistoria delle piccole e grandi guerre. Per questo ti chiedo di deporre quella stupida cosa inanimata, di buttar via quella pistola, perché tu possa sentirti pienamente protetto solo dal nostro affetto e dalla nostra stima".

Marcella Barone


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