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Quotidiano Lecce, Salento

- Martedì, 21 novembre 2017 - Ore 16:47

La Cia e la mancata convocazione del settore agricolo

La Cia e la mancata convocazione del settore agricolo

Italia - La Cia tramite un comunicato, rende noto agli organi di stampa, il suo parere sul provvedimento all'audizione in Senato.

E' incomprensibile la mancata convocazione del settore agricolo al Tavolo governo-parti sociali.
 
Infatti, dal negoziato è stato escluso un mondo produttivo nel quale 200 mila imprese occupano un milione di lavoratori. E'’ necessario quindi che lo strumento dei voucher venga confermato e che le ipotesi legislative di un suo ampliamento nell’utilizzazione non configurino particolari rischi di destrutturazione del mercato del lavoro in agricoltura.
 
Il parere della Cia-Confederazione italiana agricoltori è quello quindi che la scelta di non convocare il settore agricolo al Tavolo governo parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro è dal punto di vista metodologico incomprensibile.

La Cia inoltre ritiene che il ddl, nel confermare le attuali regole che sovrintendono il lavoro ed il sostegno al reddito in agricoltura, abbia correttamente interpretato le specifiche caratteristiche del lavoro degli operai agricoli, stagionale per definizione.

Tuttavia, con riferimento ai rapporti di lavoro degli impiegati e quadri agricoli, cui si applicano, invece, tutte le modifiche relative al contratto a termine, la Cia sottolinea che l'intervento legislativo sia particolarmente limitante, laddove, in un momento di grave crisi come l'attuale, il contratto a termine, seppure flessibile, costituisce pur sempre una forma di lavoro regolare e pienamente tutelata.

Inoltre la Cia manifesta perplessità anche in ordine alle modifiche sulle tipologie di lavoro autonomo, quali le collaborazioni a progetto e le partite Iva, ritenendo che la somma di presunzioni relative ed assolute possa rischiare di delineare un quadro di regole eccessivamente rigido e penalizzante dei genuini rapporti di lavoro autonomo.

In ultimo, la Cia giudica che tale tipologia di lavoro abbia dimostrato, nel tempo, di rappresentare uno strumento aggiuntivo a disposizione delle imprese agricole per gestire, in ipotesi limitate, situazioni che non rientrano negli schemi tipici del lavoro dipendente, bensì di quello occasionale.
Il tutto offrendo indiscutibili vantaggi sia dal punto di vista della semplificazione degli adempimenti sia da quello delle tutele necessarie al prestatore di lavoro.

Sembra pertanto necessario che tale strumento sia confermato e che le ipotesi legislative di un suo ampliamento nell'utilizzazione, non configurino particolari rischi di destrutturazione del mercato del lavoro in agricoltura.

La Redazione


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