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Quotidiano Lecce, Salento

- Lunedì, 21 agosto 2017 - Ore 23:50

Koreja ad Alfarano: "Meno slogan e più argomentazioni motivate"

Koreja ad Alfarano: "Meno slogan e più argomentazioni motivate"

Lecce - Dure e severe le affermazioni di Franco Ungaro, direttore organizzativo dei Cantieri Teatrali Koreja rivolte all' assessore alla Cultura e al turismo Massimo Alfarano.

"Ho avuto modo di ascoltare alcune esternazioni fatte dall’assessore Alfarano a proposito di Koreja riportando presunte mie affermazioni in occasione dell’incontro su "Lecce capitale europea della cultura" del 21 marzo scorso. Avrei detto in tale occasione che -esiste solo e soltanto Koreja-, che -Koreja vuole gestire in maniera esclusiva il Teatro Paisiello- e che quindi Koreja vuole monopolizzare il teatro nella città.

Non ho assolutamente rilasciato quel tipo di dichiarazioni e che quanto da me detto è stato ancora una volta interpretato in maniera volutamente distorta e a fini di polemica elettorale. Ho sottolineato invece nel mio intervento che "Capitale europea della cultura" è una competizione per la quale occorre prepararsi nel modo migliore e migliorando regole, servizi e performance da parte di tutti gli attori sociali e della comunità intera.

Ho indicato due delle criticità da superare: l’assenza di regole trasparenti, come quelle europee appunto, nella gestione delle attività culturali e dei finanziamenti comunali. E’ evidente che non si può essere capitale europea della cultura né città d’arte e di cultura se non si adottano subito regole di trasparenza e se non si abbandonano le strade dell’improvvisazione, della discrezionalità e del favoritismo politico.

L’altro aspetto riguarda il miglioramento della gestione del patrimonio culturale pubblico: tutte le città europee della cultura hanno rivoluzionato la propria skyline, attivando la filiera dei musei, teatri, centri d’arte contemporanea, biblioteche, auditorium per la musica e affidandone la gestione a cooperative di giovani e a curatori esperti con meccanismi virtuosi e trasparenti di spesa pubblica e di rischio imprenditoriale, con ricadute effettive sull’occupazione giovanile e sulla qualità della vita. Perché non fare altrettanto per il Castello Carlo V, il Conservatorio S.Anna, i Teatini, l’Istituto Margherita e per le altre decine di spazi straordinari della nostra città?

Questo ho detto, questo volevo dire senza alcun spirito polemico, solo con l’intento di suggerire metodi e direzioni di lavoro per un compito difficile e straordinario. Non ho assolutamente parlato di gestione del Teatro Paisiello perché l’assessore forse non sa che il Comune di Lecce ha già affidato la gestione del Paisiello ad Astragali che ha vinto un bando della Regione Puglia riguardante le residenze teatrali.

E mi tocca per la millesima volta ribadire che a Koreja non interessa la gestione del Teatro Paisiello e che non aspira a gestire altri spazi se non il proprio teatro, i Cantieri Koreja per i quali incombenze e oneri diventano ogni giorno sempre più pesanti tra Ici, Tarsu, affissioni, Irap, Iva, Irpef, Inps, Enpals, Inail, Siae, insegne luminose e tutti i costi della gestione e delle attività.

Koreja vorrebbe il Comune di Lecce non solo come collettore di tasse e imposte ma come partner di un progetto artistico e culturale stabile e duraturo per i cittadini di Lecce e del Salento. Vorrebbe sentire dire dagli amministratori comunali che Koreja rappresenta una risorsa culturale (non la sola) che promuove nel mondo l’immagine della città. Vorrebbe veder rinnovata per il 2012 e per il 2013 la convenzione già sottoscritta nel 2011 dal Sindaco di Lecce magari con risorse più adeguate che permettano un riconoscimento non formale all’unico teatro stabile d‘innovazione riconosciuto dal Ministero nella nostra città e provincia.

In assenza di tale riconoscimento è davvero imbarazzante per Koreja rispondere alle richieste di partecipare a "Lecce capitale europea della cultura". Invito pertanto l’assessore Alfarano a farsi la sua legittima campagna elettorale con meno slogan anacronistici e con più motivate argomentazioni capaci magari di leggere, interpretare e dare risposte alla difficile situazione di crisi che coinvolge anche la vita culturale della nostra città".

Paola Errico


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